Autore Topic: Oltre la radica  (Letto 70572 volte)

Offline Fantomas

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Oltre la radica
« Risposta #75 il: 25 Giugno 2006, 20:07:21 »
..oggi caricando il maggiociondolo a Bergerac, mi stavo chiedendo:
quante pipe ci sono in giro fatte di questo legno???
nessuno ha avuto effetti "strani"?
...io purtoppo no, a parte quelli dati dalla fumata buonissima!!!

Offline TheGatesOfFate

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Oltre la radica
« Risposta #76 il: 25 Giugno 2006, 20:44:48 »
Citazione da: "Fantomas"
..oggi caricando il maggiociondolo a Bergerac, mi stavo chiedendo:
quante pipe ci sono in giro fatte di questo legno???
nessuno ha avuto effetti "strani"?
...io purtoppo no, a parte quelli dati dalla fumata buonissima!!!



Tossico e non poco! io ci andrei molto cauto...  :wink:
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Offline Fantomas

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Oltre la radica
« Risposta #77 il: 25 Giugno 2006, 20:53:29 »
Tossico e non poco! [/quote]
chi???
il legno non penso proprio!
io, magari...

Offline TheGatesOfFate

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Oltre la radica
« Risposta #78 il: 25 Giugno 2006, 21:12:41 »
Citazione da: "Fantomas"
Tossico e non poco!
chi???
il legno non penso proprio!
io, magari...


La pianta(se è realmente maggiociondolo) è tutta tossica. Forse le foglie diventano più "blande" quando compaiono i frutti, forse...per il resto è tutto tossico. Attualmente questa pianta causa il maggior numero di casi di avvelenamento e morte nell'uomo.
Certo, le dinamiche di una fumata di pipa sono un po' diverse rispetto al mangiarsi il legno, le foglie o le bacche...però io un po' di attenzione la "presterei" comunque...

V. http://www.bdp.it/parco/schedari/piante-velenose/maggio-vel.htm



Citazione da: "TheGatesOfFate"

Pipe Jobert – Sudafrica: http://www.jobertpipes.co.za/
Talbert Pipes – Francia: http://www61.pair.com/talbert/index.html
Prammer – Austria : http://www.pfeifen-prammer.com/
Pipa di Eucalipto – Ecuador : http://www.geocities.com/lubaqtemp/
Pipa del la fin del mundo – Argentina: http://www.pipaspiombo.8m.com/about.html
Pipe di ciligio, acero e mais – USA: http://www.corncobpipe.com/

A distanza di un anno e mezzo dall’inizio di questa discussione devo purtroppo aggiornare la situazione. Tra i links da me indicati all’epoca sono ormai “validi” solo quelli di Talbert, di Prammer e di corncobpipe.

- Il sito delle pipe Jobert non esiste più. Johan Slabbert(classe 1942), infatti, da un anno a questa parte ha avuto enormi problemi di salute che lo hanno costretto a non costruire più pipe. Ed il suo giovane allievo Leon Duprez(pipe Leo) è morto suicida ben prima che iniziassimo questo 3D.

- Il progetto della “pipa di eucalipto” si è arenato prima ancora di iniziare. Il sito funziona ma è congelato da anni. E non è mai iniziata la produzione delle pipe.

- Il sito della “pipa del la fin del mundo” è rimasto invariato da anni ed i titolari non rispondono più alle e-mails e quindi è impossibile ordinare pipe.

Di tanti “legni” all’epoca illustrati, perciò, ora è possibile solo comprare le pipe di quercia fossile di Prammer e Talbert(se si ha la fortuna di beccarle, perché spessono sono tutte “sold”) e le “pannocchiette” americane di corncobpipe, insieme ai modelli di “softwood”(ciliegio e acero) da quattro soldi.

Per il resto bisogna affidarsi all’olivastro ed il limone di “Tommy” Spanu, oppure al buon animo di qualche amico hobbista sperimentatore.  :roll:


Ho dimenticato di citare:
http://www.hybridelephant.com/objects/pipes/index.html

"Questi" ancora le vendono le pipe di “legni diversi”.   :)
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Offline Aqualong

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« Risposta #79 il: 25 Giugno 2006, 21:47:17 »
Anchi'o ho citato la velenosità della pianta,basta leggersi il 3d,comunque velenosa non tossica,è molto diverso.
Poi mentre nella corteccia ci sono ancora blande tracce di citisina,tantè che i frati la usano come lassativo,nel legno tagliato è  assente,per stare più tranquillo l'ho fatta dosare ed è risultata completamente assente.
Sai a me piace lavorare co i piedi per terra,provare toccare con mano e essere totalmente sicuro,non mi accontento di nozioni di seconda terza mano.
 :D
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Offline TheGatesOfFate

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« Risposta #80 il: 25 Giugno 2006, 22:38:41 »
Citazione da: "Aqualong"
Anchi'o ho citato la velenosità della pianta,basta leggersi il 3d,comunque velenosa non tossica,è molto diverso.
Poi mentre nella corteccia ci sono ancora blande tracce di citisina,tantè che i frati la usano come lassativo,nel legno tagliato è  assente,per stare più tranquillo l'ho fatta dosare ed è risultata completamente assente.
Sai a me piace lavorare co i piedi per terra,provare toccare con mano e essere totalmente sicuro,non mi accontento di nozioni di seconda terza mano.
 :D


...beh, apprezzabile il metodo empirico. :D
Se faccio come dici e rileggo il 3D vedo solo una gran confusione iniziale tra orniello e Maggiociondolo.
Per quel che si può cercare in rete o in testi secifici leggo una costante convergenza sulla velenosità e tossicità dell'intera pianta.
Non credo che l'indagine chimica di un legno sia così immediata, ma non sono un "addetto ai lavori".
Se non avete avuto "effetti collaterali" visibili fumando nel legno, ciò non vuol dire che non ci sono o che il legno non è tossico e/o velenoso.
So per certo però che una sostanza che agisce sul SNC è tossica.  :P

Salutoni,

Fabio.
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Offline Aqualong

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« Risposta #81 il: 25 Giugno 2006, 23:14:16 »
Ti spiego , la citisina e l'anagirina sono due basi azotate che interagirebbero sulle basi azotate delle sinapsi della muscolatura liscia,per un fenomeno  di sostituzione,questo causa un miorilassamento a dosi blande e la morte a dosi più alte ,per il motivo che uno smette di respirare.
Ci sono altri effetti collaterali,dovuti ad una reazione dell'organismo per liberarsi della sostanza,sempre quando è in dosi eccessive,che sono il vomito e tutta la sua sequela di disturbi.
Un veleno come detto sopra ha delle dosi in cui è letale,sotto quelle dosi può essere consumato anche regolarmente,faccio l'esempio del prezzemolo è velenoso non è tossico,quindi può essere consumato regolarmente perchè non ha effetti cumulativi,se superata la quantità ha gli stessi effetti della cicuta.
Il Laburnus anagiroides faccio il suo nome e cognome sicuramente ha traccie di veleno nel legno quando la pianta è intera,dovuto al transito di linfa etc. e potrebbe essere pericoloso per un eventuale castoro famelico,mentre grosse concentrazioni sono in tutte quelle parti ricche di clorofilla per legami covalenti azoto ossigeno.
Una buona  concentrazione letale anche in fiori e baccelli.
Il legno non è assolutamente resinoso ed ha una grande porosità che gli consente una volta tagliato di asciugarsi in tempi brevissimi,le stesse foglie quando asciutte hanno una virosità ridotta,tantè che nelle citate tisane del volo di strega venivano usate foglie molto secche.
Torniamo all'analisi e all'empirismo,ho lavorato per molti anni anche a stretto contatto con la tossicologia,anche se il mio lavoro era basato sulla radioimmunologia,e proprio in quel laboratorio ho portato i campioni,il secondo della Toscana,dove abbiamo fatto molti test incrociati per cercare le due molecole.
Risultato inferiore a 0,001 nanogrammi per millilitro e questo risultato la macchina lo da anche a non mettere niente nella provetta.
Voglio sottolineare anche che non ho mai usato vernici velenose per la finitura delle pipe,un argomento sollevato subdolamente da altra persona,
non sei il primo come vedi.
Le mie conclusioni sono che quando fumo la mia pipa di maggiociondolo,ornello,laburno anagiroide,la sostanza più velenosa che aspiro è quella che ho inserito nel fornello e che accendo col fiammifero.
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Offline TheGatesOfFate

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Oltre la radica
« Risposta #82 il: 26 Giugno 2006, 07:53:23 »
Citazione da: "Aqualong"

Voglio sottolineare anche che non ho mai usato vernici velenose per la finitura delle pipe,un argomento sollevato subdolamente da altra persona,
non sei il primo come vedi.


Non era certo mia intenzione affermare che le tue pipe sono velenose o tossiche, né che tu usi vernici o prodotti velenosi. Non mi pare di averlo detto. E nel mio intervento non c’era l’intenzione  di criticare il tuo lavoro. Nel caso specifico della pipa di maggiociondolo la questione è stata sollevata da Fantomas con la domanda:

Citazione da: "Fantomas"

nessuno ha avuto effetti "strani"?



Conoscendo la pianta di maggiociondolo quale protagonista di spiacevoli cronache locali(avvelenamenti di animali, bambini ecc.) ho pensato che forse meritava una qualche cautela.
Ma ho parlato di pianta, specificando subito che molto probabilmente il fumare una pipa di maggiociondolo non comporta gli stessi effetti dell’ingestione di foglie o bacche:

Citazione da: "TheGatesOfFate"

Certo, le dinamiche di una fumata di pipa sono un po' diverse rispetto al mangiarsi il legno, le foglie o le bacche...però io un po' di attenzione la "presterei" comunque...



Mi spiace quindi che tu abbia interpretato il mio intervento come un attacco al tuo lavoro.



Citazione da: "Aqualong"
Ti spiego , la citisina e l'anagirina sono due basi azotate che interagirebbero sulle basi azotate delle sinapsi della muscolatura liscia,per un fenomeno  di sostituzione,questo causa un miorilassamento a dosi blande e la morte a dosi più alte ,per il motivo che uno smette di respirare.
Ci sono altri effetti collaterali,dovuti ad una reazione dell'organismo per liberarsi della sostanza,sempre quando è in dosi eccessive,che sono il vomito e tutta la sua sequela di disturbi.
Un veleno come detto sopra ha delle dosi in cui è letale,sotto quelle dosi può essere consumato anche regolarmente,faccio l'esempio del prezzemolo è velenoso non è tossico,quindi può essere consumato regolarmente perchè non ha effetti cumulativi,se superata la quantità ha gli stessi effetti della cicuta.


Ribadisco di non essere un “addetto ai lavori” però ho notato leggendo in giro che la citisina(a differenza dell’anagirina) interviene come agonista sui recettori nicotinici(che sono coinvolti in funzioni cognitive e trofiche) ed è in grado di passare la barriera emato-encefalica.
Non per nulla la citisina(ancora una volta a differenza dell’anagirina) è sottoposta a studi e modificazioni strutturali per la cura delle malattie neurodegenerative del SNC.
Avendo dovuto approfondire in passato le dinamiche dei recettori nicotinici(in una di quelle “inutili” lezioni di corsi di perfezionamento a scopo pedagogico, dove, per “riempire” l’orario ti “sparano” lezioni condotte dai ricercatori dell’università) ho capito(da ignorante) che non mi piace avere a che fare con una sostranza del genere.



Citazione da: "Aqualong"

Il Laburnus anagiroides faccio il suo nome e cognome sicuramente ha traccie di veleno nel legno quando la pianta è intera,dovuto al transito di linfa etc. e potrebbe essere pericoloso per un eventuale castoro famelico,mentre grosse concentrazioni sono in tutte quelle parti ricche di clorofilla per legami covalenti azoto ossigeno.
Una buona  concentrazione letale anche in fiori e baccelli.
Il legno non è assolutamente resinoso ed ha una grande porosità che gli consente una volta tagliato di asciugarsi in tempi brevissimi,le stesse foglie quando asciutte hanno una virosità ridotta,tantè che nelle citate tisane del volo di strega venivano usate foglie molto secche.
Torniamo all'analisi e all'empirismo,ho lavorato per molti anni anche a stretto contatto con la tossicologia,anche se il mio lavoro era basato sulla radioimmunologia,e proprio in quel laboratorio ho portato i campioni,il secondo della Toscana,dove abbiamo fatto molti test incrociati per cercare le due molecole.
Risultato inferiore a 0,001 nanogrammi per millilitro e questo risultato la macchina lo da anche a non mettere niente nella provetta.


In generale(e per scelta personale, si intenda…) non ho molta simpatia per le conclusioni della ricerca chimica o farmacologica. Mi preoccupa l’assenza di “conclusioni definitive”.
Parliamo di un “campo” di studio che, ad esempio, prima ci “propina” caramelle alla formaldeide quale disinfettante orale miracoloso, e poi ci dice(a distanza di anni ma elegantemente) che può essere potenzialmente cancerogena.
E che dire delle tendenze alternative? L’omeopatia…
Da qualche anno a questa parte ho sofferto spesso di mal di denti. In presenza di dolori particolarmente acuti gli antidolorifici da banco(aspirina, tachipirina ecc.) sono risultati particolarmente inefficenti. Il dentista mi ha proposto una soluzione omeopatica, col risultato di prendersi un bel “vaffa…” dal sottoscritto.
Poi un giorno, in presenza di un dolore particolarmente insopportabile ho provato l’arnica omiopatica col risultato di aver visto il dolore sparire. Successive prove incrociate(allopatiche/omeopatiche) mi hanno convinto che in effetti l’arnica abbatte miracolosamente il mal di denti.
Devo quindi “scontrarmi” con la teoria delle dosi infinitesimali, ed ove la diluzione omeopatica è di livello altissimo(1k, 100K, 1M) devo accettare che la sostanza attiva non è più presente nella preparazione omeopatica neanche a livello infinitesimale e quindi l’azione verrebbe svolta da una cosiddetta “memoria” dell’acqua.
Il fatto che tali medicine(almeno nel caso dell’arnica) abbiano un effetto(che addirittura si vuole più potente nelle diluzioni più spinte, per la cura di fasi acute) è sufficiente a farmi stare alla larga da situazioni in cui una data sostanza(velenosa e/o tossica che sia) sia stata presente in un determinato mezzo(in questo caso il legno) anche se può essere dimostrata la successiva assenza, per timore appunto di un “effetto memoria di tipo omeopatico”.
Magari in altri legni(anche la radica) vi sono sostanze pericolose che vengono eliminate o che verranno evidenziate come tali in un prossimo futuro.
Però allo stato attuale nei legni convenzionali “da fumo” nulla è considerato così pericoloso come la citisina del maggiociondolo.
Perciò per ora…”occhio non vede, cuore non duole”.

Sono anch’io convinto che la sostanza più tossica in una pipa deriva dalla combustione del tabacco, ma vorrei avere a che fare, possibilmente, solo con quella. Lo scopo del resto è fumare tabacco.
Che poi la nicotica possa averere anch’essa interazioni coi recettori nicotinici, beh, questo è un altro discorso. Non a caso alcuni studi americani(tutti da verificare) indicano i fumatori quali soggetti “più a riparo” verso le malattie neurodegenerative del SNC.

Salutoni,

Fabio.
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Offline Aqualong

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« Risposta #83 il: 14 Agosto 2006, 21:02:11 »
Corbezzolo
Descrizione: È un arbusto sempreverde, molto ramificato, con foglie sclerofilliche, tipico della macchia mediterranea. Spesso, in condizioni climatiche favorevoli, assume portamento arboreo raggiungendo anche i 10 metri di altezza. La corteccia ha una colorazione bruno-rossastra e si stacca in sottili scaglie. La disposizione dei rami è sparsa sul fusto. La colorazione nei giovani rami è ocraceo-rossastra. Le fogli persistenti e coriacee, semplici alterne, con il margine dentato, brevemente picciolate, sono lunghe 7-12 cm, color verde scuro e lucide nella parte superiore e verde chiaro inferiormente, a volte riunite in verticilli. Sulle nervature è presente una colorazione rossastra. E’ una pianta con fiori ermafroditi, riuniti in infiorescenze terminali a pannocchia con asse pendulo. I fiori in numero di 15-30, sono bianchi e campanulati, formati da un piccolo calice, larghi 5-10 millimetri. Il frutto è rappresentato da una bacca globosa e carnosa, di colore rosso con superficie granulosa. Il frutto è edule e saporito.

USI: Oltre alla produzione del miele amaro, importante in regioni quali la Sardegna ed assai conosciuto per le sue proprietà antisettiche, il frutto si presta ad un moderato consumo fresco, specie se associato a quello di altri piccoli frutti del bosco. La sua trasormazione consente l’ottenimento di marmellate, gelatine, sciroppi, canditi, fermentati e distallati. Le foglie e la corteccia contengono principi attivi utilizzati in erboristeria ed una notevole quantità di tannini sfruttati a livello industriale, sopratutto per la produzione di coloranti e per la concia delle pelli. Il corbezzolo, inoltre, rappresenta una fonte alimentare importante per gli animali che vivono nella macchia e, recentemente, è in atto un certo interesse da parte dell’industria florovivaistica che utilizza sia l’intera pianta che le fronde recise. E’ una specie con una grande capacità di reazione agli incendi e trova impiego anche nei rimboschimenti e nel consolidamento delle dune.

Usi e curiosità: Del corbezzolo si utilizzano le foglie, le radici e i frutti. La fronda recisa con i frutti immaturi viene utilizzata per decorazioni ornamentali. Il legno è adatto per la lavorazione al tornio e per essere levigato. In Sardegna è particolarmente conosciuto per la produzione del tipico miele amaro dalle proprietà antisettiche e utilizzato spesso nella cura delle affezioni bronchiali. Inoltre, la sua trasformazione consente l’ottenimento di buonissime marmellate.

In Sardegna lo spiedo classico per arrostire su purceddu è in legno di corbezzolo,perchè non brucia anche se gettato sulla brace con il maialotto o l'agnello infilati,viene usato più e più volte come fosse uno spiedo metallico.
Il legno è di color rosso con venature nere,la radica ha dei motivi complicatissimi,è durissima a segarla a mano (garantisco)più o meno come l'ornello o il corniolo.



A fine inverno mi sono procurato un pezzo di radica di corbezzolo,con l'dea di provare a tirarci fuori una pipa,con tutta calma ho finito un prototipo ad inizio estate e ho, provato a fumarla.
In fumata è risultata molto buona,delicata con un leggerissimo dolce-amaro di fondo,è il suo sapore,a me piace molto,soprattutto con EM e naturali,con i dolci non l'ho provata che tanto non li fumo.
Somiglia molto alla radica di erica,più dura in lavorazione,in un mese fumata di continuo non ha fatto crosta,come fa anche l'ornello.
Il legno partecipa poco alla combustione,non ho voluto ne verniciarla ne cerarla,trattandosi di un prototipo.
Comunque ha un color conchiglia molto piacevole con venature stranissime,opportunamente colorata e cerata sicuramente svilupperà dei contrasti superbi.
Unico difetto il materiale è praticamente irreperibile e quindi resterà quasi unica.


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Offline ismaele

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« Risposta #84 il: 14 Agosto 2006, 22:39:43 »
Corbezzoli, che pipa!


 :lol:  :D

Offline EVA01

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« Risposta #85 il: 16 Agosto 2006, 17:35:18 »
Controcorbezzoli!!
Non finisco mai di imparare!

Offline Aqualong

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« Risposta #86 il: 16 Agosto 2006, 19:32:22 »
Ok quisquiglie e pinzillacchere.   :D  :D  8)
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Offline Ramingo

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« Risposta #87 il: 16 Agosto 2006, 23:34:46 »
In effetti è proprio bella, complimenti Enzo!!
"Percussus resurgo."  Ramingo
Le mie pipe

Offline TheGatesOfFate

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« Risposta #88 il: 20 Agosto 2006, 22:09:58 »
Citazione da: "Aqualong"
Ok quisquiglie e pinzillacchere.   :D  :D  8)


...e poi, caro Enzo, rileggendo tutto il 3D mi sono accorto che l'intento compulsivo di usare "legni diversi" t'è venuto appena è nata questa discussione!
Perciò è anche merito un pochino dell'odioso" TheGatesOfFate se oggi la tua produzione è composta da molte e variegate "essenze".
Perciò perchè non ti procuri un bel legno di rosa e non realizzi una serie di 10 billiard spigots simili a questa nell'aspetto:



ed infine non le presenti a Bologna(visto che esponi), "marcate"sull'argento con la dicitura: "TheGatesOfFate's shape- 2006 by Aqualong", e numerate da 1 a 10?
Naturalmente donando il primo esemplare a TheGatesOfFate, affinchè sia "tested and approved"...
 :lol:  :lol:  :lol:  :lol:
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Offline Aqualong

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« Risposta #89 il: 20 Agosto 2006, 22:26:03 »
Non capisco perchè usi la definizione odioso,per il resto credo sarebbe troppo complicato.
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