Autore Topic: Invecchiamento del tabacco  (Letto 6994 volte)

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Invecchiamento del tabacco
« il: 22 Marzo 2017, 11:34:44 »
Taluni blog tra i più quotati (13 pipe e il connesso diario di un pigro) sostengono che i grandi Virginia, lasciati invecchiare per circa un decennio, ben chiusi e protetti, sviluppino zuccheri e quindi, un po' come i vini, migliorino. Ora, è possibile che, sotto vuoto, un tabacco possa variare struttura? Voi avete mai provato? Io no perchè quando vedo una latta la apro. Ho solo qualche barattolo di gloriose Em che non ci sono più e che non ho coraggio di violare (Four Square e Dunhill 73).
"Bohhh tieniti le tue adorate dunhill e pipe da snobe i tuoi tabacchi da bancarella del mercato" Cit. toscano f.e.

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Offline Nic Salamandra

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #1 il: 22 Marzo 2017, 12:04:35 »
Sto con te come costumi, ma comprando sempre tutto posso garantirti che ai flake tradizionali europei di grande Major (i celeberrimi) l'invecchiamento secca e rovina. La 73 come prototipo delle Full Cavendish EM terrei la scatola provando subito se vale la pena fumarla. Se non c'era Cavendish avrei suggerito umidificazione. Tenerla piena come fetticcio può avere anche un mercato, o anche un gusto per te stesso ma non ne partecipo. La cosa mi ricorda quando nonostante le conferme gutab sul Cavendish almeno in London e Nightcap, a inizio millennio qualcuno le immagazzinava in cambusa perché c'era "l'Invasione degli Unni"... nocomment.

Sento questa cosa dei vintage su certi Virginia americani ma non mi pronuncio per saperne poco. A parer mio, delle due l'una: o hanno un metotodo industriale specifico per marurarle nella TIN, o la maturano e vendono come vintage in seguito. I parametri enologici sono molto affascinanti ma non vorrei vi fosse un po' di fuffa. il nuovo Associato dei selfy forse è più edotto sull'argomento. :)

p.s.: naturalmente il tutto una volta constatata l'assenza di eventuale muffa
« Ultima modifica: 22 Marzo 2017, 12:09:44 da Nic Salamandra »
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #2 il: 22 Marzo 2017, 12:06:09 »
argomento moltooooooo interessante dove sono abbastanza preparato perchè alcune cose convergono in una parte della mia attività lavorativa.
come sempre, si dicono tante cose ma senza mai dare una spiegazione scientifica.
qualsiasi cosa a contatto con l'aria (ossigeno) muta e in peggio perchè si ossida.
se il tabacco migliora non mi è dato saperlo ma non credo proprio, una volta su CDT chiesi a Napoletano un suo parere ma senza risposta comprensibile.
si è vero che i grandi vini migliorano ma sono in un contenitore stagno dove c'è una piccolissima presenza di aria (ossigeno), il pelo, e spessissimo quel pelo è in azoto (gas inerte).
il sottovuoto, per quanto spinto possa essere, livello industriale e non casalingo, è sempre legato al materiale che lo racchiude, la latta va bene, il film impermeabile meno perchè, per quanto costoso possa essere, è sempre un pelo permeabile.

Offline samael

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #3 il: 22 Marzo 2017, 12:09:58 »
ho di recente aperto un st. Bruno di più di 10 anni fa (in busta, preso in Francia o Spagna intorno al 2006) e - una volta dolcemente lasciato riumidificare - lo sto fumando con lieve disgusto, tanto quanto lo ricordavo buono ai tempi. Poi certo, non si tratta di grande virginia e vabè. D'altronde avevo del Full Virginia in un bormioli lasciato altrettanto (o poco meno) e rifumato di recente mi pare buono, ma buono com'era allora (e non come quello più recente che mi pare di molto peggiore).
A occhio direi, con Nic, che si tratta di fuffologia lanacaprinesca, ma non mi considero un sommelier tabagico, quindi sbaglierò di certo

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #4 il: 22 Marzo 2017, 12:11:54 »
Ho letto l"intervento del fotto Paoloo dopo aver scritto il mio.
Pur non avendo basi ha centrato la problematics.
Ora aspettiamo i kapiscitori con i loro bormioli

NCH

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #5 il: 22 Marzo 2017, 12:22:14 »
Taluni blog tra i più quotati (13 pipe e il connesso diario di un pigro) sostengono che i grandi Virginia, lasciati invecchiare per circa un decennio, ben chiusi e protetti, sviluppino zuccheri e quindi, un po' come i vini, migliorino. Ora, è possibile che, sotto vuoto, un tabacco possa variare struttura? Voi avete mai provato? Io no perchè quando vedo una latta la apro. Ho solo qualche barattolo di gloriose Em che non ci sono più e che non ho coraggio di violare (Four Square e Dunhill 73).

I virginia in generale migliorano, poco quelli sotto vuoto, di più quelli sigillati ma non sotto vuoto, come molti americani, poi piano piano, così come i grandi vini, decadono, i tempi non sono standardizzabili, ma dalle mie esperienze direi non più di una ventina d'anni per i virginia e la metà per i latakiati.
Gli aromatizzati in genere non migliorano, anzi peggiorano prima degli altri per i componenti di sapore aggiunti, sia chimici che naturali.
La tenuta nel tempo  dipende anche dalle aggiunte non aromatiche o dai processi di lavorazione perché ho notato, per esempio, che i Sobranie si conservano molto meglio dei Dunhill.
Leggendo in giro si apprende da recensori generalmente affidabili, che certe volte i tabacchi peggiorano già dopo pochi anni, per cui fu coniato il detto:
se ti piace fumalo adesso perchè non saprai come diventerà (fumeursdepipe)

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #6 il: 22 Marzo 2017, 12:27:25 »
fonte? spiegazione scientifica?
niente, solo chiacchiericcio

Offline samael

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #7 il: 22 Marzo 2017, 12:31:52 »
la latta più vecchia che ho è un Dunhill Standard (ancora produzione inglese), avrà una 15ina d'anni: che dite, meglio aprirla?  ??? ::)

toscano f.e.

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #8 il: 22 Marzo 2017, 12:35:34 »
la latta più vecchia che ho è un Dunhill Standard (ancora produzione inglese), avrà una 15ina d'anni: che dite, meglio aprirla?  ??? ::)

se ha tenuto il sottovuoto è come era una volta

NCH

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #9 il: 22 Marzo 2017, 12:45:01 »
la latta più vecchia che ho è un Dunhill Standard (ancora produzione inglese), avrà una 15ina d'anni: che dite, meglio aprirla?  ??? ::)
Aprila, le mie Murray, finite, erano peggiorate, soprattutto quelle al latakia.
In ogni caso meglio delle attuali.

Offline StefanoG

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #10 il: 22 Marzo 2017, 12:46:15 »
Condivido quel che scrive NCH, concordo.
Però non concordo sui tempi di maturazione e deperimento citati dal buon NCH, detto ciò potrei sbagliarmi e di tanto visto che, come scrive anche il nostro buon Toscano f.e., non abbiamo certo tra le mani dati scientifici.
Per quel che vale, è un puro per parlare, ritengo che i Virginia maturino assai velocemente e, deperiscano altrettanto velocemente, certo rispetto a ben altri prodotti durano maggiormente nel tempo.
Faccio un esempio per fare capire qualcosa ulteriormente :
Ho tra le mani delle scatolette di Univeristy Flake Peterson anno 1989, comprate nel 2010-12, alcune latte fumate di recente fanno bella mostra sul tavolo e scaffali,  altre ancora intonse da fumare, son passati ben 27/28 anni e a parere mio è ancora bel fumare, anche se il prodotto è un po decisamente asciutto ma, fumabile, non è secco ne tanto meno paglia, ha perso l'eccedenza marcata e marcante di aromatizzazione ma, un certa buona parte è ancora presente e ben percepibile, impossibile non riconoscere questo prodotto per chi lo fumava anni fa, non ha nulla delle attuali caratteristiche delle produzioni Peterson, è ancora un bel fumare senza di dubbio, ma certamente ha perso molto di quello che deve essere stato quando era giovane e fresco. Detto ciò e, do po di ciò, non posso che dire che a mio mero avviso, i Virginia in latta sottovuoto si conservano davvero molto a lungo. Io ho però la convinzione che,  i virginia conservati in latta non sottovuoto maturino velocemente a tal punto che, dopo 12 mesi sono al massimo della maturazione e che già, siano notevolmente più asciutti a tal punto che, nei mesi occorre verificare lo stato di umidità e tenerla al corretto stato previo, rischio di giungere dopo 8/12 mesi con un tabacco maturo ma, anche assai asciutto, quasi secco. E ovviamente tutto ciò non ha nulla di scientifico.
Per parer mio in fine, le Em è meglio fumarsele quando son ancora giovani e fresche, non portarle ad un protratto stato di maturazione nel tempo, anno dopo anno, non trovo che migliorino, ancor peggio capita agli aromatizzati che per nulla sopportano la conservazione, la maturazione non giova ad essi.
« Ultima modifica: 22 Marzo 2017, 12:53:42 da StefanoG »

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #11 il: 22 Marzo 2017, 12:49:20 »
c'è un  altro importantissimo aspetto da valutare.
il sottovuoto mantiene quello che c'è dentro, se dentro metti un tabacco ammuffito, sempre ammuffito sarà.
la maturazione dovrebbe avvenire pre confezionamento ma l'immobilzzo di capitale è anti profitto, vedi MST che ha tolto il tempo di stagionatura 8)
« Ultima modifica: 22 Marzo 2017, 12:52:02 da toscano f.e. »

Offline Nic Salamandra

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #12 il: 22 Marzo 2017, 12:54:57 »
Sottovuoto: o sono stato sfigato io, ma non mi ha tenuto mai e-o seccano anche con tenuta di esso. Cmnq non è sulle eccezioni che si può fare metafisica  sui vintage da Major europea.... Sui Traditionals da Bottega a filiera navale arcaica anche sterminata, immagino una "mummificazione" che "plugghifica" il Flake. Presumo. Il problema sta tutto nelle vie di mezzo. Nel polo africano fumano direttamente le marmellate che tengono il tabacco in confetturazione. Le vie di mezzo tra polo africano e nordico riguardano l'Industria.... con note molto specifiche riguardo quella americana popolare: ricevetti venti anni fa aromatici da benzinaro americani e li ho buttati 17 anni dopo (3 anni fa) che erano identici in tutto, sempre  in una busta di plastica semi aprta. Li ho buttati perché non mi piacevano. Circa quelli europei, partono in busta dove reggono meglio delle EM proprio perchè torrefazione e confetturazione a semi secco consentono quello smercio lì. I generi in cui entra o meno la chimica, più o meo letale, è discorso complicato che si dà troppo spesso appurato in termini sommari... ::) :)
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Offline StefanoG

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #13 il: 22 Marzo 2017, 13:03:04 »
Paolo, a parere mio, non sei tu sfigato è la norma. Secondo me, il sottovuoto non riesce a mantenere il tabacco in uno stato inerte per sempre o, per un periodo di tempo lungo, diciamo dieci anni ed oltre, a mio parere anche se sottovuoto il tabacco inevitabilmente e, in modo più lento matura e, con calma ma in modo inesorabile deperisce, secca...probabilmente, e questa è la mia mera idea che vale come una cippa di niente, ciò accade poichè il tabacco è un qualcosa di vivo che, crea e modifica ed evolve, se c'è aria tutto avviene in tempi celeri in assenza il tutto si rallenta ma, non si ferma, è solo un fatto di tempo.

NCH

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #14 il: 22 Marzo 2017, 13:44:12 »
Condivido quel che scrive NCH, concordo.
Però non concordo sui tempi di maturazione e deperimento citati dal buon NCH, detto ciò potrei sbagliarmi e di tanto visto che, come scrive anche il nostro buon Toscano f.e., non abbiamo certo tra le mani dati scientifici.
Per quel che vale, è un puro per parlare, ritengo che i Virginia maturino assai velocemente e, deperiscano altrettanto velocemente, certo rispetto a ben altri prodotti durano maggiormente nel tempo.
Faccio un esempio per fare capire qualcosa ulteriormente :
Ho tra le mani delle scatolette di Univeristy Flake Peterson anno 1989, comprate nel 2010-12, alcune latte fumate di recente fanno bella mostra sul tavolo e scaffali,  altre ancora intonse da fumare, son passati ben 27/28 anni e a parere mio è ancora bel fumare, anche se il prodotto è un po decisamente asciutto ma, fumabile, non è secco ne tanto meno paglia, ha perso l'eccedenza marcata e marcante di aromatizzazione ma, un certa buona parte è ancora presente e ben percepibile, impossibile non riconoscere questo prodotto per chi lo fumava anni fa, non ha nulla delle attuali caratteristiche delle produzioni Peterson, è ancora un bel fumare senza di dubbio, ma certamente ha perso molto di quello che deve essere stato quando era giovane e fresco. Detto ciò e, do po di ciò, non posso che dire che a mio mero avviso, i Virginia in latta sottovuoto si conservano davvero molto a lungo. Io ho però la convinzione che,  i virginia conservati in latta non sottovuoto maturino velocemente a tal punto che, dopo 12 mesi sono al massimo della maturazione e che già, siano notevolmente più asciutti a tal punto che, nei mesi occorre verificare lo stato di umidità e tenerla al corretto stato previo, rischio di giungere dopo 8/12 mesi con un tabacco maturo ma, anche assai asciutto, quasi secco. E ovviamente tutto ciò non ha nulla di scientifico.
Per parer mio in fine, le Em è meglio fumarsele quando son ancora giovani e fresche, non portarle ad un protratto stato di maturazione nel tempo, anno dopo anno, non trovo che migliorino, ancor peggio capita agli aromatizzati che per nulla sopportano la conservazione, la maturazione non giova ad essi.
Io parlavo delle tin americane sigillate non sotto vuoto, il tabacco matura prima, ma non si secca, dove potrebbe andare l'umidità?
Inoltre sono sigillate in modo più razionale di quelle sottovuoto nostrane dove la guarnizione si secca e spesso il sottovuoto va a farsi benedire, di quelle americane ne ho aperte che avevavo 20 anni ed il tabacco non era per nulla secco, tenendo conto che non lo inscatolano zuppo come spesso gli europei.

Offline Nic Salamandra

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #15 il: 22 Marzo 2017, 14:25:11 »
Mah mi pare che una certa "eternità" caratterizzi la tecnologia americana, trasversalmente ai generi più o meno nobili.

Una nota sulle EM da Major. La loro Tradizione non è reale ma di fama: non compete a una Bottega mettere insieme tabacchi da cinque continenti e farli quagliare perfettamente in bocca. Per questo ci vuole concetto , strategia industriale e approvvigionamemento coloniale. Però, le vulgate su Naturalezza Atavica facilitano il confronto coi vini e puoesse. Per me loro nel farle non pensavano a questo: il vintage sulle EM di Major lo specula il consumatore fine, anch'egli non si sa mai se per fama o fatto. Poi può andare, le mie esperienze sono contrarie, ma cosa argomentare?

Le Major per loro natura tengono recipienti ed emozioni anche anche quando per profitto o congiuntura nella latte ci mettono i cantucci col vinsanto. Poi vogliono riesumare l'emotività d'un vecchio prodotto ed incaricano un produttore dove possono, diciamo tedesco, gli danno i protocolli del vinsanto e il grande Serbatore delle EM vintage scrive che il produttore ha appiattito tutto perché è un mangiapatate fuori dalla Legislazione Britannica... ecco che allora dubito di tutto e mi limito a registrare l'impressione che su queste cose si va molto a culo, per fattori mai facilmente ricostruibili.

Questa storia dei Vintage sulle EM da Major anche avesse un suo fondo di verità, la leggo sempre in uno schema di cose aventi doppio crisma di essere sbagliate e ripetute.... insomma, un po' da forum colorito ma "vecchio". Tirare decisamnte innanzi è cosa già decisamente trattata da poco altrove....
« Ultima modifica: 22 Marzo 2017, 14:29:07 da Nic Salamandra »
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #16 il: 22 Marzo 2017, 14:27:25 »
Sto con te come costumi, ma comprando sempre tutto posso garantirti che ai flake tradizionali europei di grande Major (i celeberrimi) l'invecchiamento secca e rovina. La 73 come prototipo delle Full Cavendish EM terrei la scatola provando subito se vale la pena fumarla. Se non c'era Cavendish avrei suggerito umidificazione. Tenerla piena come fetticcio può avere anche un mercato, o anche un gusto per te stesso ma non ne partecipo. La cosa mi ricorda quando nonostante le conferme gutab sul Cavendish almeno in London e Nightcap, a inizio millennio qualcuno le immagazzinava in cambusa perché c'era "l'Invasione degli Unni"... nocomment.

Sento questa cosa dei vintage su certi Virginia americani ma non mi pronuncio per saperne poco. A parer mio, delle due l'una: o hanno un metotodo industriale specifico per marurarle nella TIN, o la maturano e vendono come vintage in seguito. I parametri enologici sono molto affascinanti ma non vorrei vi fosse un po' di fuffa. il nuovo Associato dei selfy forse è più edotto sull'argomento. :)

p.s.: naturalmente il tutto una volta constatata l'assenza di eventuale muffa
Preciso, Paolo, che parlo di invecchiamento post vendita, cioè l'utente compra la tin e la lascia da una parte, non di invecchiamento da parte del produttore. Non so se questo muti il tuo ragionamento, ma non credo. La 73 credo che la aprirò tra 6 anni, per festeggiare il 50° compleanno.
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #17 il: 22 Marzo 2017, 14:28:57 »
argomento moltooooooo interessante dove sono abbastanza preparato perchè alcune cose convergono in una parte della mia attività lavorativa.
come sempre, si dicono tante cose ma senza mai dare una spiegazione scientifica.
qualsiasi cosa a contatto con l'aria (ossigeno) muta e in peggio perchè si ossida.
se il tabacco migliora non mi è dato saperlo ma non credo proprio, una volta su CDT chiesi a Napoletano un suo parere ma senza risposta comprensibile.
si è vero che i grandi vini migliorano ma sono in un contenitore stagno dove c'è una piccolissima presenza di aria (ossigeno), il pelo, e spessissimo quel pelo è in azoto (gas inerte).
il sottovuoto, per quanto spinto possa essere, livello industriale e non casalingo, è sempre legato al materiale che lo racchiude, la latta va bene, il film impermeabile meno perchè, per quanto costoso possa essere, è sempre un pelo permeabile.
Ma se è sotto vuoto, non dovrebbe esserci ossigeno. Prendiamo una latta di Mc Clelland, chiusa sotto vuoto e con coperchio di latta a strappo. C'è aria lì dentro? E se non c'è come può il tabacco variare???
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #18 il: 22 Marzo 2017, 14:30:03 »
Ho letto l"intervento del fotto Paoloo dopo aver scritto il mio.
Pur non avendo basi ha centrato la problematics.
Ora aspettiamo i kapiscitori con i loro bormioli
i capiscitori non imbormiolizzano, ma lasciano in tin, ricoprendola di pellicola, di quella da cucina, per buona misura.
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #19 il: 22 Marzo 2017, 14:37:21 »
Bhe certo post vendita che equivale a post scaffale del tabacchino. Di questo parlavo. L'altro lo supponevo sui vintage amerciani di virginia, su cui ragiono ma passo. Cmnq, se liberi da muffa e solo secchi, no i Flake da Major ma sì le EM sempre da Major, umidificando. Recuperi sì, ma evoluzione e pippe, nulla di nulla. Forse meglio lasciarli secchi e condirci una miscela aromatica adeguata, o regular gentile... ;)
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #20 il: 22 Marzo 2017, 14:42:31 »
argomento moltooooooo interessante dove sono abbastanza preparato perchè alcune cose convergono in una parte della mia attività lavorativa.
come sempre, si dicono tante cose ma senza mai dare una spiegazione scientifica.
qualsiasi cosa a contatto con l'aria (ossigeno) muta e in peggio perchè si ossida.
se il tabacco migliora non mi è dato saperlo ma non credo proprio, una volta su CDT chiesi a Napoletano un suo parere ma senza risposta comprensibile.
si è vero che i grandi vini migliorano ma sono in un contenitore stagno dove c'è una piccolissima presenza di aria (ossigeno), il pelo, e spessissimo quel pelo è in azoto (gas inerte).
il sottovuoto, per quanto spinto possa essere, livello industriale e non casalingo, è sempre legato al materiale che lo racchiude, la latta va bene, il film impermeabile meno perchè, per quanto costoso possa essere, è sempre un pelo permeabile.
Ma se è sotto vuoto, non dovrebbe esserci ossigeno. Prendiamo una latta di Mc Clelland, chiusa sotto vuoto e con coperchio di latta a strappo. C'è aria lì dentro? E se non c'è come può il tabacco variare???

la latta non permette ingresso di aria e quindi il tabacco non varia, ma se ci metti tabacco con muffe queste rimangono, anzio credo si riproducano ma di questo non sono sicuro

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #21 il: 22 Marzo 2017, 14:43:35 »
Ho letto l"intervento del fotto Paoloo dopo aver scritto il mio.
Pur non avendo basi ha centrato la problematics.
Ora aspettiamo i kapiscitori con i loro bormioli
i capiscitori non imbormiolizzano, ma lasciano in tin, ricoprendola di pellicola, di quella da cucina, per buona misura.

i capiscitori quelli veri veri veri bormiolizzano, anche i toscani, figuriamoci ;D

Offline StefanoG

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #22 il: 22 Marzo 2017, 15:01:58 »
mmm...e se invece ragazzi, il tabacco producesse da se le condizioni per maturare e, quindi deperire nel tempo, anche in assenza di aria e, quindi anche sottovuoto ? Non potrebbe essere che, un tabacco anche in assenza di aria, grazie a muffe, batteri o altro presente nel tabacco stesso, sia in grado di maturare ? magari muffe batteri o, altro, in grado di evolvere in assenza di aria ?  magari che la loro proliferazione generi un microclima che agisce sul tabacco stesso ? ....non so, forse la sto davvero sparando grossa, è una idea.

NCH

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #23 il: 22 Marzo 2017, 16:37:08 »
argomento moltooooooo interessante dove sono abbastanza preparato perchè alcune cose convergono in una parte della mia attività lavorativa.
come sempre, si dicono tante cose ma senza mai dare una spiegazione scientifica.
qualsiasi cosa a contatto con l'aria (ossigeno) muta e in peggio perchè si ossida.
se il tabacco migliora non mi è dato saperlo ma non credo proprio, una volta su CDT chiesi a Napoletano un suo parere ma senza risposta comprensibile.
si è vero che i grandi vini migliorano ma sono in un contenitore stagno dove c'è una piccolissima presenza di aria (ossigeno), il pelo, e spessissimo quel pelo è in azoto (gas inerte).
il sottovuoto, per quanto spinto possa essere, livello industriale e non casalingo, è sempre legato al materiale che lo racchiude, la latta va bene, il film impermeabile meno perchè, per quanto costoso possa essere, è sempre un pelo permeabile.
Ma se è sotto vuoto, non dovrebbe esserci ossigeno. Prendiamo una latta di Mc Clelland, chiusa sotto vuoto e con coperchio di latta a strappo. C'è aria lì dentro? E se non c'è come può il tabacco variare???
Cristiano le latte MClelland e le altre simili sono ermetiche ma non sottovuoto, tanté che con gli anni si gonfiano sul fondo per effetto della fermentazione, quando le stappi eventualmente senti che esce aria, mai entra.
Pease scrive nel suo blog, per i suoi tabacchi, fatti da C&D, di lasciarli riposare almeno 2 anni prima di fumarli.

Offline Nic Salamandra

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #24 il: 22 Marzo 2017, 16:52:14 »
Beh, questa cosa americana mi toglie il fiato per quanto mi affasciana. Cmnq un monovitigno pressato e zuccherino su tradizione secolare artigianale ha un discorso suo, anche se un sospetto di tecnologia altra non me lo tolgo. L'estensione alle mixture mi convince di meno, per non dire nulla. Dei pressati europei mi convince anche qui il dispositivo bottegaio, perché accetta che il prodotto, mediante una sorta di mummificazione, divenga impresentabile all'estetica moderna ma presentabilissimo per gli appassionati. Per i grandissimi e ghiottissimi Flake da Major, nada de nada. Per fare nomi, i vari stadi del FVF possono al contrario attestare questo conato al vintage virtuoso, anche all'interno dello smercio "regolare"...., attraverso il modo mai identico di presentarsi. :)
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Offline StefanoG

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #25 il: 22 Marzo 2017, 17:10:18 »
Interessante ciò che scrive NCH

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #26 il: 22 Marzo 2017, 19:09:32 »
Prendete nota.

I flake di Virginia di ottima qualità migliorano con il tempo se tenuti in umidificatore.
I flake scented no.
I Plug no.
I Twist no.
Le EM no.
Le miscele con Cavendish no.
Gli Aromatizzati no.
I mediterranei/naturali/ecclesiali, o come li volete chiamare, no.

Il Kentucky a doppia fermentazione italiano se ne fo77e, se affumicato se ne strafo77e.
"I’m going back to Kansas City..."
https://youtu.be/-X3hdFWmerQ

Offline RHODESIAN

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #27 il: 22 Marzo 2017, 22:50:29 »
Mah... sono piuttosto perplesso...

Tendenzialmente trovo molto ragionevoli i dubbi di Nic, ma mi sembra che più o meno tutti, ognuno dal suo punto di vista, dicano cose abbastanza sensate.

Ho qualche perplessità soprattutto riguardo al fatto che le condizioni di conservazione sono troppo variabili indipendentemente dall'essere sotto vuoto o meno: esposizioni pluriennali su scaffali di tabaccai illuminati da faretti che ne aumentano la temperatura in modo considerevole, non possono portare allo stesso risultato di latte acquistate e riposte in armadi al buio e magari al fresco...
Inoltre, mi sembra che la variabile conservanti venga davvero ben poco considerata; la diversa quantità di additivi chimici (glicerolo, glicole propilenico, ecc.), per non parlare dello zucchero, presente in quantità doppie o triple in una miscela rispetto ad un'altra, sono fattori che hanno la loro incidenza sul risultato finale. Almeno secondo quanto mi è stato dato di capire fino ad oggi.
Inoltre, credo che nel tempo le cose siano molto cambiate dal punto di vista produttivo: nei primi anni '80, aprivi una latta di Dunhill o qualsiasi altro tabacco e, se non ti sbrigavi a finirlo, in due o tre giorni era secco come la paglia; oggi apri una qualsiasi latta e dopo 4 o 5 giorni sembra ancora appena aperto... se poi la chiudi in contenitori "a tenuta" dura molto più tempo
Inoltre, per quanto mi consta, per gli oli essenziali presenti nella miscela, di per se estremamente volatili, non c'è sotto vuoto che tenga: nel tempo la loro presenza può tendere ad attenuarsi, soprattutto se, come già detto, le latte sono state sottoposte a fonti di calore non indifferenti, come lampade, faretti, ecc.
Trovo poi il paragone con gli alcolici un po' azzardato visto che l'alcol è di per se un conservante naturale e, per quanto ne so, non vino e company non vengono additivati con conservanti che possono bloccare, o rallentare, le reazioni enzimatiche proprie dei vegetali, ancorché lavorati...
Forse le mie elucubrazioni sono frutto della mia preparazione approssimativa, ma sono comunque perplesso di fronte a chi sostiene che una miscela conservata in una latta sotto vuoto per dieci o più anni possa migliorare le sue caratteristiche organolettiche...
...e attribuirete alla vostra pipa la strana facoltà di fumarvi

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #28 il: 23 Marzo 2017, 08:44:28 »
Forse si può essere tasssativi sulla fuffa nella "maturazione" delle EM? Mi pare che le motivazioni dei maturologi stessi non siano adattabili a un coro di tabacchi allo stesso modo, dunque buon senso dice, anche prescindendo da argomentazioni per me ovvie su prodotti studiati ed amalgamati per una funzione merceologica precisa, che il fattore non esiste.

Non parlerei di flake di qualità ma anche qui di programmi: io fumerei mille volte l'Escudo fresco piuttosto del St James, e altrettante mille volte questo piuttosto di quello, se secchi. La ragione sta nella filiera merceologica arcaica del secondo, che "tiene" e si trasforma-più che evolve-più come una salciccia di cinghiale quando asciuga, pittosto che come vino. La chiave è nei processi di lavorazione e nelle sostanze allotrie (che sui flake di Virginia vengono stranamente ignorati da certa capiscitoria) che vengono adottate, in ispecie sciroppi.

E qui veniamo alle "meraviglie" dei Virginia-Malvasia... quando parliamo di zuccheri credo che tra l'uva e il tabacco vi sia una enorme voragine. Io supporrei che se succede qualcosa di simile a quanto descritto (e la cosa resterebbe meravigliosa) dovrebbe-dico dovrebbe-il processo essere accompagnato-protetto-conservato da un mix di zuccheri aggiunti (che a volte servono persino per il vino per non farlo decadere) e conservanti più o meno naturali. Insomma, qualcosa evolve senza "ipazzire" o infettarsi in base a ricette tipiche di una cultura secolare, non mutuata in Europa (dove avrebbe  attecchito l'opzione norcina)  . IMHO 
« Ultima modifica: 23 Marzo 2017, 10:44:24 da Nic Salamandra »
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #29 il: 23 Marzo 2017, 12:57:13 »
Prendete nota.

I flake di Virginia di ottima qualità migliorano con il tempo se tenuti in umidificatore.
I flake scented no.
I Plug no.
I Twist no.
Le EM no.
Le miscele con Cavendish no.
Gli Aromatizzati no.
I mediterranei/naturali/ecclesiali, o come li volete chiamare, no.

Il Kentucky a doppia fermentazione italiano se ne fo77e, se affumicato se ne strafo77e.


la classe non è acqua. ben riletto mio carissimo amico

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #30 il: 23 Marzo 2017, 14:17:46 »
Anch'io sono abbastanza d'accordo con amico altrettanto caro, dai contropigini di Platino. Mi riservo solo una chiosa...
La differenza di zuccheri tra un virginia buono e uno "scadente" non può costituire una differenza fisica tale da giustificare diversi comportamenti a parità di lavorazione. La fermentazione zuccherina degli amidi poi è equivalente tra una pepita e una zucca. Parlando per esclusione di olii essenziali, anche lo scadente dovrebbe migliorare, magari passando da mediocre a discreto etc...

Di contro, non possiamo dire che la qualità dell'Escudo sia pessima perché perde seccando: il problema è una lavorazione per cui è decisa in partenza una prestazione per ns. recettori, alle condizioni interessate. L'Escudo secco non è scadente, magari la musica nel disco resta meravigliosa ma l'alterazione merceologica dei solchi non la trasferisce ai recettori. Partendo a monte dalla stagionatura norcina, si lavora in partenza a una resa della salciccia secca, addirittura migliore di una fresca, a seconda dei gusti o dell'abbinamento con la polenta o con semplice pane.

Sul caso americano dove lo zucchero botanico e quello adottato per manifattura sono entrambi ragguardevoli, si presume una grande scelta qualitativa e una lavorazione ad hoc che la esalta. Botanica e Manifattura, un binomio inscindibile in cui spesso il secondo termine viene interpretato diminutivamente. E' un po' la cultura del sigaro a portare a questo e un po' quella della filiera ecclesiale del ns. Continente :)
« Ultima modifica: 23 Marzo 2017, 14:19:45 da Nic Salamandra »
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #31 il: 23 Marzo 2017, 14:43:48 »
una sola persona può rispondere, Gabriele Zippilli.ù
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #32 il: 23 Marzo 2017, 15:08:59 »
....parliamo di altre cose... qui ci si addentra in congetture (su alcuni punti, non tutti) non per dire cmnq qualcosa ma per mettere insieme elementi noti ed essere arricchiti magari proprio da una confutazione. Fra agli elementi noti ricordo qualcosa su una risposta proprio di Pease a un neofita-allora-capiscitorio che pensava che anche nel mondo navale natural si fumasse solo tabacco (cosa che in senso stretto non accade neanche nel natural ecclesiale), auto-macerazioni-fermentazioni etc. Non riporto la risposta perché magari i contesti erano diversi. New entries attrezzate possono ancora interloquire magari con l'America, ma poi ognuno la pensa a modo proprio con la riservatezza professionale.

Rimango in ascolto ma oltre la "conclusione" sulle EM da Major, direi che qualcosa di indicativo si sta formulando sulla differenza tra Flake arcaici e da elaborazione concettuale-merceologica da Major (in tal senso la Tetrarchia Classica somiglia più a Patriot, LimericK etc.. che a StJames FVF etc... ;) ). Gli americani che conosco assai poco-ma su cui si può lo stesso ragionare- cosituirebbero un'altra cosa ancora.
« Ultima modifica: 23 Marzo 2017, 15:11:57 da Nic Salamandra »
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #33 il: 23 Marzo 2017, 23:13:29 »
Ho alcune latte di Virginia SG (FVF, Best Brown Golden Glow,1792) messe da parte ormai da più di cinque anni, nelle confezioni ancora chiuse (nel senso che non sono mai state aperte). ho anche una latta di patriot, una credo di Capstan, una di Dark flake (così mi pare di ricordare che si chiama) di G&H, e diverse latte con tabacchi a base Virginia (St James, Limerick) e qualcuno con Latakia, tra cui una latta di Old Ironside.
se riprenderò a fumare, potrebbero fornire qualche risposta, sicuramente parziale, ma pur sempre risposta...

Salvo

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #34 il: 24 Marzo 2017, 08:27:32 »
Il ghiottissmo post di Salvo richiama anche a risposte meno argomentate e più lineari. Distillerei poi un ittissimo dentro l'IT che è quello della (presunta) maturazione in latta dei blasoni inglesissimi, in fatto di EM classiche da Major e Pressati di Virginia.

1) Triarchia SG Pressati solo Vorginia (p): dispositivo "salumificio", con vintage e "stagionatura" (meglio sarebbe dire tenuta accettabile) mediante essiccazione e trasformazione "litica" del prodotto (salciccia di cinghiale).

2) Triarchia Major (Escudo, Three Nuns, Capstan; lasciamo fuori il St.Bruno che ha una storia sua): dispositivo "caseificio" da semi fresco a piccola stagionatura (provole e scamorze di sommo livello). Sorte se "passato di scadenza": fumabile ma con ingestibile delusione se uno si aspetta le prestazioni incoparabili del prodotto fresco. Uso: sbriciolato per recon di lusso nel Trinciato Italia e nel Comune. O v. punto 3

3) EM Calssiche da Major (Balkan, Dunhills, Cotton,s d'epoca etc.): fuffa. Riutilizzo: dipanalemnto umidificazione e rimescolaggio con guanto trasparente usa e getta. Con Cavendish (73), non saprei, non mi ispira. Fumabili, ottimo il vintage anche self made coi trucioli della categoria precedente; eccellente la addizione su Amphoras mirati.

4) Dispositivo Vintage americano Grandi Virginia: impanettaura (come il burro) e trasformazione guidata di prodotto-immagino-perennemente semi umido, che non sviluppa batteri, nè ariobi né anairobi. I suppose (sarei felice di avere una foto di questi prodotti).

Così in sintesi la vedo ed elenco io ;D :)
« Ultima modifica: 24 Marzo 2017, 08:30:54 da Nic Salamandra »
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #35 il: 24 Marzo 2017, 09:10:46 »

4) Dispositivo Vintage americano Grandi Virginia: impanettaura (come il burro) e trasformazione guidata di prodotto-immagino-perennemente semi umido, che non sviluppa batteri, nè ariobi né anairobi. I suppose (sarei felice di avere una foto di questi prodotti).

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #36 il: 24 Marzo 2017, 10:14:29 »
una sola persona può rispondere, Gabriele Zippilli.ù
Gli farò le adeguate domande

Ecco. Facciamo domande a quelli che sanno di cosa si parla e danno risposte sensate.
Sappiamo, comunque, che non tutta la "storia" è accessibile ed è inutile fare supposizioni ad minkiam.

Nelle scatole, nelle buste, nelle latte il tabacco si conserva per un tempo modesto.

 
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #37 il: 24 Marzo 2017, 10:42:15 »
Di mio le supposizioni le ho fatte solo sul vintage americano. Il resto sono esperienze-anzi, rilevazioni- e ragionamenti, ad minchiam quanto basta per un forum che al suo più identificante standard cognitivo non può fare altrimenti.... Le metafore per parallelismi enogastronomici (carni, formaggi, vini imho eventualmente solo sull'ultima categoria) potrebbero essere congruenti, e almeno per certi aspetti lo sono per evidenza (in riferimento all'idea che si vuole rendere)...

Zipilli può certo illuminare su tutto come moltissimi altri che possono teoricamente essere chiamati in causa per ogni rigo. Di fatto, la sua fattispecie e quella americana in questione, stanno agli antipodi.... sempre entro la grande categoria, certo ;)
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #38 il: 24 Marzo 2017, 10:59:00 »
una sola persona può rispondere, Gabriele Zippilli.ù
Gli farò le adeguate domande

Ecco. Facciamo domande a quelli che sanno di cosa si parla e danno risposte sensate.
Sappiamo, comunque, che non tutta la "storia" è accessibile ed è inutile fare supposizioni ad minkiam.

Nelle scatole, nelle buste, nelle latte il tabacco si conserva per un tempo modesto.
Questa è la mia supposizione, anche se, ripeto, non ho esperienza in merito (ciò che compro lo fumo fresco)
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #39 il: 24 Marzo 2017, 11:04:48 »
ah, nell'attesa che i forum divengano conferenze interattive degli Addetti (cosa magnifica) si ragioni che i livelli attuali senza il loro intervento, sono che un Capstan di Liverpool  era fatto di foglie autosprementi-fermentanti che si addolcivano e gonfiavano per cui bastava fare un blocchetto con un 2% max di non tabacco e usciva il Capsan. Oggi "sappiamo" che se certi preparati odorano e sembrano frutta candita, è semplicemente perché con essa hanno attinenza. Appurato questo, acccompagneremo la metamorfosi dei Forums a conferenze interattive sistematice... ;D
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #40 il: 24 Marzo 2017, 11:08:07 »
Mi spieghi questa cosa del Capstan? Sono curioso come la scimmietta George
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #41 il: 24 Marzo 2017, 11:19:10 »
Di mio le supposizioni le ho fatte solo sul vintage americano. Il resto sono esperienze-anzi, rilevazioni- e ragionamenti, ad minchiam quanto basta per un forum che al suo più identificante standard cognitivo non può fare altrimenti.... Le metafore per parallelismi enogastronomici (carni, formaggi, vini imho eventualmente solo sull'ultima categoria) potrebbero essere congruenti, e almeno per certi aspetti lo sono per evidenza (in riferimento all'idea che si vuole rendere)...

Zipilli può certo illuminare su tutto come moltissimi altri che possono teoricamente essere chiamati in causa per ogni rigo. Di fatto, la sua fattispecie e quella americana in questione, stanno agli antipodi.... sempre entro la grande categoria, certo ;)

Ad minkiam in generale, non mi riferivo a te in particolare.
Le supposizioni non fanno testo, lo schema di cui sopra e le precisazioni che seguono non ammettono repliche. Se vuoi si può discutere sul perchè. Ma questo è riservato solo a chi sa esattamente tutta la storia e la storia cambia da tabacco a tabacco. Nessuno di noi sa tutta la storia.
Poi ci sono i ragazzini o i vecchi che hanno fatto qualche gita scolastica con pranzo al sacco e consapevolmente o inconsapevolmente sono eteroguidati nella diffusione di informazioni incomplete e manipolate spacciate come verità.


Questo mirabile intervento del 22 Gennaio 2014, per chi lo avesse perso, riassume lo stato delle cose.
Grandissima capacità di lettura e di eccezionale attualità.


santi bailor

4  punti + 1

1> la sodomia-teleologica perpehtrata dagli adesso-attivi-di-un-certo-forum-profilo ai danni degli adesso-passivi-di-un-certho-forum-profilo, si basa essenzialmente su una trasmissione-assimilazione-ritrasmissione di non-conoschenza-per-sentito-dire, un upgrade virale  di minchiate che viaggia sull'integrazione e la derivazione aculturale in un processo venereo evidentemente autoassertivo e autoadattante, il cui rush si manifestha nell'analità purulenta-figurativha delle ultime pipe aqquistate o, peggio ancorra, in quelle auto-costruitte, raggiungendo la lucidda perversione,  degna della drammaturgia dannunziana, ogniqualvolta s'inseriscano nella prima categoriah elementi della seconda.

2>twitter-sitipersonali-facebrutt-socialminchiaworks nell'integrare l'ohrmai collaudato forum si stanno sovrapponendo all'irrealtà di questi per-probabilmente sostiturilo completamente tra qualche tempo.

3>Il-girar-per-banchetthi-di-pipemonnezza-masticando-uno-sfilatino-alla-porcketta-mentre-nell'atrio-altri-s'apprestano-lieti-a-gareggiar-o-viceversa, ha ancora il fascino onirico dell'irrazionale; tuttavia la meccanicità del gesto e la blandah ricorrenza degli eventi fassì che il deficit mnesico, per quanto preoccupante, non sia talvolta del tutto irreversibile.

4> L'abbaglio dell'habbista che, figurando lauti guadagni-immehdiati-a-basso-sforzo-intellettuale, si lancia con imperizia e falsha modestia a caccia di babbei sulle piattaforme tecnologiche a guisa di kamikazzo, scatenando vere pearl harbour mediatiche con i loro instabili e fumanti zero,  zero come il valore culturale delle opere proposthe.

5>I distributori/tabaccari-imprenditori che, nel-gettar-l'acqua-al-proprio-culino, non si accorgono-o-fingohno-di-non-accogersi di creare randomicamente mosthri degni, per la loro improponibbilità, dei peggiori episodhi della prima serie di star trek.

http://www.toscopipa.com/index.php?topic=278.msg22759#msg22759

L'invito a "ripartire" è sempre una gran cosa. Considera, però, che molti appassionati di pipe e tabacchi con esperienza sulle spalle sono scomparsi dalla rete da oltre un decennio. I migliori, tra quelli che conosco, non si sono nemmeno avvicinati e non parlo solo dell'Italia. I produttori e i commercianti di pipe, tabacchi e sigari fanno giustamente il loro mestiere e quando leggono, se leggono, forum e similari si fanno ricche risate.


p.s. dimenticavo: alcuni tra i migliori, non a caso, sono stati bannati.
« Ultima modifica: 24 Marzo 2017, 11:42:37 da CVAB »
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #42 il: 24 Marzo 2017, 11:57:51 »
La competenza non è importante rispetto la saggezza della libido. Conosco anche io diversi Ro(IT)vailer Invisibili. Senza cultura OT o per lo meno adiacente (OT-IT) sono diversamente incompetenti, soprattutto quando grassamente  ridono; come lo arguto scritto che citi è “diversamente” interno al mondo che con troppo inutile disprezzo descrive. ;)
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #43 il: 25 Marzo 2017, 08:41:05 »
Citazione da: Nic Salamandra link=topic=1432.msg30235#msg30235 date=14903404

[/quote
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Grazie
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #44 il: 25 Marzo 2017, 11:46:25 »
No, carissimo, competenza e consapevolezza sono  fondamentali per l'appagamnto dei propri sensi e desideri.
Se poi si parla di libido in senso stretto, fai attenzione perchè senza competenza e consapevolezza puoi avere brutte sorprese.
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #45 il: 25 Marzo 2017, 12:41:21 »
leggete gente leggete

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« Risposta #46 il: 25 Marzo 2017, 14:01:39 »
q.b. x la gestione del proprio specifico, che è fatto di altre competenze ot ivi quelle sui propri bisogni e reazioni. Circa IT non mi dico competente ma competente di competenza. In quanto tale talvolta oso consigliare una migliore scelta nei propri link.

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #47 il: 25 Marzo 2017, 20:31:30 »
Il Capstan MacB, più acre e tetragono del Classico, secca senza peggiorare, fuma da solo senza un pelo di metafora e rimane lento... Ovvio che parlando di vintage il discorso vale sui residuati bellici e non sempre sugli epigoni degli stessi marchi.....
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #48 il: 02 Aprile 2017, 22:00:48 »
Nic ha perfettamente ragione, il Capstan anche quando secca resta un ottimo
prodotto, il gusto resta buono e la combustione buona per questo, per me
resta un punto fermo e ringrazio Cristiano che a suo tempo me lo fece conoscere
se pure, a quei tempi, il Capstan fosse ben altra cosa.

Sempre Cristiano, se non erro fosse stato lui, mi segnalò a suo tempo... anni ed anni fa,
l'ottimo Robert Mc Connell Scottisch Flake che, di scottisch a quei tempi non aveva nulla,
era un ottimo flake inglese, anche questo quando secca resta ancor validissimo, buon
gusto e buona combustione e, non scalda...unico attuale inconveniente è che in Italia
è venduto oggi ad un pezzo folle, peccato, quando costava 11/12 euro era un bel prodotto.

Altro prodotto che, secondo me, anche quando secca brucia bene senza scaldare
e in modo lento senza perdere gusto ė, il park lane 7...non credo sia cosa da poco
visto il costo modico, è il numero uno nella sua fascia di prezzo.
« Ultima modifica: 03 Aprile 2017, 10:17:07 da StefanoG »

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #49 il: 03 Aprile 2017, 10:06:36 »
Pl7 best!!!
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #50 il: 07 Aprile 2017, 13:41:19 »
Dacchè sono un inguaribile curioso, ho provveduto oggi ad archiviare in cantina una scatola di Best Brown Flake. Rivalutiamo tra un paio d'anni.
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #51 il: 07 Aprile 2017, 21:31:15 »
Dacchè sono un inguaribile curioso, ho provveduto oggi ad archiviare in cantina una scatola di Best Brown Flake. Rivalutiamo tra un paio d'anni.

Puoi, volendo, fare questa prova, mi pare che ci sia un articolo di Pease, ma potrei confondere l'autore.
Prendi due confezioni identiche di tabacchi sotto vuoto, meglio nelle latte tonde.
Una la metti in cambusa un paio d'anni intonsa, l'altra la apri, lasci entrare l'aria e poi la richiudi sigillandola con la colla a caldo di quelle che si dànno con la pistola e non puzzano, poi la metti in cambusa.
Dopo due anni circa il tabacco non più sotto vuoto sarà un po' diverso da quello sotto vuoto.
La forma della latta ovviamente tonda perché è più facile sigillarla.

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #52 il: 07 Aprile 2017, 21:50:17 »
Io il Best lo lascerei seccare e poi catafotterei premendo all osso, piuttosto. Credo che simulare il dispositivo americano senza ambienti e segreti del mestiere, esponga il tabacco a troppe reazioni ed agenti imponderabili. Ho detto credo. Più sicuro è il fascino della cantina o del prosciuttificio domestico, tanto poi si canta e decanta quello che su vuole, magari anche a se stessi ::)
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #53 il: 07 Aprile 2017, 22:02:31 »
Io dovrei averne un paio di latte messe da parte da almeno cinque anni (mi riferisco al Best Brown).
Complessivamente dovrei avere almeno 50 latte di tabacco (tutte chiuse) messe da parte, chissà se qualche giorno ne aprirò qualcuna...

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #54 il: 08 Aprile 2017, 09:43:04 »
Un tempo il tabacco non trattato mozzicava i recettori e si guastava. Adesso subisce sublimi metamorfosi nel sottoscala, autodifensivo su agenti degradanti e fa le pugnette alle papille...questo è Romanticismo, altro che Kalabash Allegorica.   ;)
« Ultima modifica: 08 Aprile 2017, 09:58:56 da Nic Salamandra »
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #55 il: 08 Aprile 2017, 17:05:14 »
Io sono agnostico e poi, su queste cose non posseggo quiete e pazienza,
io compro apro e fumo ed altro ancora comprato, lascio che pure si secchi poi,
carico a bombarda, accendo la miccia e partono i botti...a volte mi pare che
secchi, fumati ben pressati, i flake di virginia siano gran cosa, cosi uso fare
con Capstan, con Best Brown, Park Lane, ...ma non con st.james che invece
a me pare perdere e, di molto, se lasciato asciugare bene o, fin seccare...
« Ultima modifica: 10 Aprile 2017, 10:19:22 da StefanoG »

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #56 il: 09 Aprile 2017, 12:35:34 »
Mm, la sola idea del Perique mi manda in soollukero, mai in effetti lasciato seccare il StJames....Brown e FVF si e vanno imho benissimo...Un Escudo antico un tin quadrata verde chi la ricorda...mi indusse quasi a uno sproposito irrimediabile ::)
« Ultima modifica: 09 Aprile 2017, 12:37:56 da Nic Salamandra »
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #57 il: 09 Aprile 2017, 22:17:31 »
Dacchè sono un inguaribile curioso, ho provveduto oggi ad archiviare in cantina una scatola di Best Brown Flake. Rivalutiamo tra un paio d'anni.

Puoi, volendo, fare questa prova, mi pare che ci sia un articolo di Pease, ma potrei confondere l'autore.
Prendi due confezioni identiche di tabacchi sotto vuoto, meglio nelle latte tonde.
Una la metti in cambusa un paio d'anni intonsa, l'altra la apri, lasci entrare l'aria e poi la richiudi sigillandola con la colla a caldo di quelle che si dànno con la pistola e non puzzano, poi la metti in cambusa.
Dopo due anni circa il tabacco non più sotto vuoto sarà un po' diverso da quello sotto vuoto.
La forma della latta ovviamente tonda perché è più facile sigillarla.
sieee troppo pigro
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #58 il: 11 Aprile 2017, 22:32:12 »
Alle volte la facciamo complicata.... Se un tabacco è di razza, e i Samuel Gawith lo sono, assieme a molti loro cugini G&H, per non parlare di molti McClelland, se riposti in bormioli ed opportunamente umidificati, sono come il buon vino. Possono solo migliorare a parer mio. Sto giusto avendone la prova con il SJF...e bastano anche 6/8 mesi. Oltre un paio di anni col Christmas Cheer del 2014, tuttavia non sono mai andato.

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #59 il: 11 Aprile 2017, 23:38:46 »

...
Sempre Cristiano, se non erro fosse stato lui, mi segnalò a suo tempo... anni ed anni fa,
l'ottimo Robert Mc Connell Scottisch Flake che, di scottisch a quei tempi non aveva nulla,
era un ottimo flake inglese, anche questo quando secca resta ancor validissimo, buon
gusto e buona combustione e, non scalda...unico attuale inconveniente è che in Italia
è venduto oggi ad un pezzo folle, peccato, quando costava 11/12 euro era un bel prodotto.

Ottimo lo Scottish Flake, ma se secco, per la mia esperienza ovviamente, tende a perdere un po' di levigatezza (forse qualche componente aromatica più volatile si "dilegua") e a bruciare un po' più veolocemente...

...
Altro prodotto che, secondo me, anche quando secca brucia bene senza scaldare
e in modo lento senza perdere gusto ė, il park lane 7...non credo sia cosa da poco
visto il costo modico, è il numero uno nella sua fascia di prezzo.

Mi spiace, ma qui non riesco proprio ad essere d'accordo. Si, il PL 7 è un grandissimo prodotto per rapporto qualità prezzo, è gradevole, "facile", con tante qualità. Ma, forse per sfortuna mia, ho beccato un paio di buste con tabacco piuttosto secco che mi sono costate una discreta irritazione alla lingua, anche se usati in miscela.
Sono sicuro che era il PL 7 perchè cambiato il tabacco, senza più PL7, è finito il problema nell'arco di un giorno...
...e attribuirete alla vostra pipa la strana facoltà di fumarvi

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #60 il: 12 Aprile 2017, 11:09:04 »
Rho ciao, ben ritrovato,...
allora, hai ragione il Robert Mc Connell Scottisch Flake,
se secco, perde un po di quella sensazione di levigato,
di setoso, diventa leggermente più ruvido e spigolosetto,
il gusto dolce precipita un pochino ed emerge piuttosto un
gusto più erbaceo, ma questo secondo me, è quel che avviene
un po con molti flake di virginia, a me pare che anche il Capstan
secco diventi più o, meno, così...ma li apprezzo in genere anche
così.

Per quel che riguarda il PL7 mi dispiace che, ti provochi ciò, per
fortuna mia a me, non ha mai causato problemi, lo fumo fresco
che, secco, in entrambi modi mi piace e, anzi a volte è un modo
per variare sulla dieta giornaliera, non capisco come mai ti causi
quella spiacevole irritazione...a me, c'era un tempo che dava
fastidio quel sapore di mellassa d'acero, o quel che è, dava
fastidio per gusto e, non per altro, ora mi pare che tale sapore
sia solo una sfumatura lievissima e quindi, per il mio piacere
legato ad un gusto che aborre un po certi sapori melassati, va
tutto bene, mi pare anche, che tempo fa il prodotto fosse un
pochino più di gusto burley fresco e, quindi erbaceo, il burely
fresco conduce ad un gusto amarognolo erbaceo legnoso e,
linfatico che io, se è eccessivo, mal apprezzo, ma le ultime due
o tre buste mi pare invece fossero più bilanciate come fattura e,
in gusto, un prodotto identico ma un pochino più rotondo e meno
amarognolo, ma magari è la mia bocca ad essere cambiata e,
non il tabacco, è probabilissimo ....
« Ultima modifica: 13 Aprile 2017, 17:57:29 da StefanoG »

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #61 il: 12 Aprile 2017, 11:53:36 »
Ha ragione Vittorio. Anche a me capitarono, nei mesi scorsi, quando il PL7 non era disponibile, buste con prodotto secco, che pizzicava assai. Ovviai con blanda umidificazione, fatta in broken.
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #62 il: 12 Aprile 2017, 12:08:24 »
Ha ragione Vittorio. Anche a me capitarono, nei mesi scorsi, quando il PL7 non era disponibile, buste con prodotto secco, che pizzicava assai. Ovviai con blanda umidificazione, fatta in broken.
Chissà perché non lo sigillano?

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #63 il: 12 Aprile 2017, 12:10:09 »
Le buste sono sigillate. Ma, come tutte le buste, non hanno la tenuta di una latta. Tieni conto che tra Settembre e Ottobre, non essendoci rifornimenti, i tabaccai hanno tirato fuori anche gli avanzi degli avanzi di magazzino, roba che poteva essere lì da chissà quanto.
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #64 il: 12 Aprile 2017, 12:47:08 »
Le buste sono sigillate. Ma, come tutte le buste, non hanno la tenuta di una latta. Tieni conto che tra Settembre e Ottobre, non essendoci rifornimenti, i tabaccai hanno tirato fuori anche gli avanzi degli avanzi di magazzino, roba che poteva essere lì da chissà quanto.
Questa cosa è strana, dopo aver fatto una discussione al riguardo con Noli due mesi fa, lui sosteneva che da un po' di tempo fossero sigillate, ne ho comprata una ed aperta davanti a lui sigillata non era.

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #65 il: 12 Aprile 2017, 13:25:20 »
Le buste sono sigillate. Ma, come tutte le buste, non hanno la tenuta di una latta. Tieni conto che tra Settembre e Ottobre, non essendoci rifornimenti, i tabaccai hanno tirato fuori anche gli avanzi degli avanzi di magazzino, roba che poteva essere lì da chissà quanto.
Questa cosa è strana, dopo aver fatto una discussione al riguardo con Noli due mesi fa, lui sosteneva che da un po' di tempo fossero sigillate, ne ho comprata una ed aperta davanti a lui sigillata non era.

Vero. Anche quelle che via via ho comprato io non erano mai sigillate.
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #66 il: 12 Aprile 2017, 13:33:23 »
I Falke sono prodotti diversi da quelli che mi sono riimasti tonici e carnosi per lustri.. con ciò, i Flake americani credo non secchino perché sono trattati (trattati imho senza imho, che la cosa abbia attinenza anche con l'umidità perenne diciamo "imho politico").

Questa considerazione fa pari con quella del 3d qui vicino: i prodotti Navali sono intingolati mediante espedienti d'opificio, alcuni millenari e altri a completare intempretare integrare l' Antichità. L'umidità va via a meno di sotto vuoto assoluto, direi. Gli è che l'umidità che "imbratta" non è formata di (sola) acqua. Per me l'agente umidificante è anche di rilevanza gastronomica il che non ha nulla di artificale, ma anzi permette da un "natural taste" potabile in su...

Così la vedo io ma persino il Niubbo eviti di prendere appunti troppo caparbi  ;D
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #67 il: 12 Aprile 2017, 13:57:35 »
I Falke sono prodotti diversi da quelli che mi sono riimasti tonici e carnosi per lustri.. con ciò, i Flake americani credo non secchino perché sono trattati (trattati imho senza imho, che la cosa abbia attinenza anche con l'umidità perenne diciamo "imho politico").

Questa considerazione fa pari con quella del 3d qui vicino: i prodotti Navali sono intingolati mediante espedienti d'opificio, alcuni millenari e altri a completare intempretare integrare l' Antichità. L'umidità va via a meno di sotto vuoto assoluto, direi. Gli è che l'umidità che "imbratta" non è formata di (sola) acqua. Per me l'agente umidificante è anche di rilevanza gastronomica il che non ha nulla di artificale, ma anzi permette da un "natural taste" potabile in su...

Caro Nic, tu parli di "alimenti", soprattutto per Mac Baren e io ci credo.
Ho però il dubbio che,  a livello industriale, spesso l'alimento possa essere sostituito da un preparato chimico  sintetico all'aroma / sapore di... qualunque cosa.
perfino in ambito alimentare in tante nazioni non si fanno alcun problema ad impestare di ormoni o altri farmaci (questo lo fanno tutti) gli animali che vengono mangiati o le verdure destinate ad uso alimentare. Siamo così sicuri che le multinazionali del tabacco trattino i loro preparati con un criterio davvero di qualità e non quasi esclusivamente economico?
Questo mio dubbio ovviamente non implica che non ci possano essere realtà singole, come tu sostieni di Mac Baren, ad esempio; ma ci è dato di sapere quali sono?
« Ultima modifica: 12 Aprile 2017, 23:43:21 da RHODESIAN »
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #68 il: 12 Aprile 2017, 14:55:55 »
Si, il Park Lane 7 non è mai avuto buste sigillate, anche questa produzione non lo è, io ne ho presa una oggi,
è sempre come le precedenti, non sigillata.
Già, chissà perchè non le sigillano.
« Ultima modifica: 12 Aprile 2017, 14:59:23 da StefanoG »

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #69 il: 12 Aprile 2017, 16:22:43 »
Cosa intendete per sigillate? La busta ha un'incollatura...
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #70 il: 12 Aprile 2017, 16:59:15 »
Come quelle di Amphora

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #71 il: 12 Aprile 2017, 17:17:17 »
Il PL7 ha avuto fasi sigillate uso Amphora e fasi che rompevi la linguetta e la piegatura era aperta ed il tabacco esposto. Ma il PL è un Flake solo come presentazione, invero è una miscela a fette intelaiata in un Burley fibrosissimo che ha una cura merceologica del tutto diversa da quella del Virginia pressato. I produttori tenedolo aperto sapevano benissimo i tempi dello smercio, e qundo magari hanno optato per il sigillo hanno risposto a una direttiva e-o a qualche cambio di composizione (senza meno quello di prima era più scuro e ciccolatoso nel senso di fondente amaro. imho mmolto meglio). La sua sorte odierna, rispetto l'antecedente, rispetta un po' quella dell'Original Blend... resta che quest'ultimo è più eletto nel mischio con le EM, e il PL coi "panettoni" (no fruit fllower), in qualsiasi proporzione (per addolcirlo, o regolarizzare a seconda)... ed è sempre un simpatico operaio della cara fumatina andantina.... ;)
« Ultima modifica: 12 Aprile 2017, 17:21:17 da Nic Salamandra »
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #72 il: 12 Aprile 2017, 18:13:00 »
PL7 + Italia + Buttero ( dosi omeopatiche )...in Savinelli

...secondo voi, con cosa sarebbe meglio tagliare l'Italia ?

...l'Italia, è un prodotto che teme il tempo e/o la conservazione ?
« Ultima modifica: 13 Aprile 2017, 10:48:25 da StefanoG »

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #73 il: 12 Aprile 2017, 19:00:28 »
Il PL7 ha avuto fasi sigillate uso Amphora e fasi che rompevi la linguetta e la piegatura era aperta ed il tabacco esposto. Ma il PL è un Flake solo come presentazione, invero è una miscela a fette intelaiata in un Burley fibrosissimo che ha una cura merceologica del tutto diversa da quella del Virginia pressato. I produttori tenedolo aperto sapevano benissimo i tempi dello smercio, e qundo magari hanno optato per il sigillo hanno risposto a una direttiva e-o a qualche cambio di composizione (senza meno quello di prima era più scuro e ciccolatoso nel senso di fondente amaro. imho mmolto meglio). La sua sorte odierna, rispetto l'antecedente, rispetta un po' quella dell'Original Blend... resta che quest'ultimo è più eletto nel mischio con le EM, e il PL coi "panettoni" (no fruit fllower), in qualsiasi proporzione (per addolcirlo, o regolarizzare a seconda)... ed è sempre un simpatico operaio della cara fumatina andantina.... ;)
Io lo amo in purezza, talora con un pizzico di Garibaldi, ma in realtà quasi sempre in purezza. Ultimamente ho provato a mischiarlo col MCB Navy Flake, nella proporzione di 25%PL 75% Navy. Arrotonda qualche asperità del Navy e gli conferisce un po' di flavour cacao. Resta immutato che il Pl7 è un capolavoro di concezione in relazione alla sua funzione. Taglio flake, ma particolare facile alla sbriciolatura, che garantisce combustione lunga e lenta. Sapore ruffiano. Prezzo da competizione. Non per nulla, mi dice qualche tabaccaio specializzato, è tra i più venduti. Non va chiesto al PL7 più di quello che può dare. Ma quello che dà è tanto.
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #74 il: 13 Aprile 2017, 10:46:17 »
Concordo in pieno con te caro Cristiano, è verissimo ciò che scrivi.
Tra l'altro mi pare che, sia addirittura meglio di un tempo, o
almeno io me ne sono convinto, questa ultima busta me la sto
proprio  godendo, la mattina in purezza durante il pomeriggio un
po rinforzato e, la sera con un bel rinforzo, quasi sempre il rinforzo
è dato da tabacchi naturali quali  i Toscani, un Buttero, un Garibaldi
ecc,  oppure  con l'Italia o anche con qualche  buon flake quale
Capstan o, Best  Brown, ...magnifico. Sabato  ne prenderò altre
due buste, tabacco meraviglioso ed unico in assoluto.
« Ultima modifica: 13 Aprile 2017, 17:55:09 da StefanoG »

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #75 il: 13 Aprile 2017, 15:01:40 »
Of noble distinction
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #76 il: 14 Aprile 2017, 23:30:58 »
Io lo amo in purezza, talora con un pizzico di Garibaldi, ma in realtà quasi sempre in purezza. Ultimamente ho provato a mischiarlo col MCB Navy Flake, nella proporzione di 25%PL 75% Navy. Arrotonda qualche asperità del Navy e gli conferisce un po' di flavour cacao. Resta immutato che il Pl7 è un capolavoro di concezione in relazione alla sua funzione. Taglio flake, ma particolare facile alla sbriciolatura, che garantisce combustione lunga e lenta. Sapore ruffiano. Prezzo da competizione. Non per nulla, mi dice qualche tabaccaio specializzato, è tra i più venduti. Non va chiesto al PL7 più di quello che può dare. Ma quello che dà è tanto.

Sono molto d'accordo con quello che scrivi, anche se, al contrario di te, io lo preferisco miscelato.
Trovo che riesca a togliere la stucchevolezza a chi ne ha troppa e, stranamente, al contempo restituisce dolcezza dove manca.
Al momento, ad esempio, lo sto fumando assieme al Navy Flake ed al Golden Blend e mi sembra che sia riuscito ad "arrotondare" la miscela, rendendola anche più "piena" al gusto ed al "tatto".
Fumato da solo gli preferisco il Navy Flake, che trovo un prodotto di tutto rispetto, che non mi fa rimpiangere in alcun modo prodotti decisamente più "blasonati"
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #77 il: 15 Aprile 2017, 15:33:02 »
Si Rho il mischio (del PL7)  tra parenti stretti col Golden MacB e abbastanza stretti proprio come il rivale complementare Amohora Orginial è un capitolo interessantissimo e poco battuto. Per me la morte (non pratica che quella la decidiamo nei fatti come nei diacorsi sopra) sua è con Panettoni cream nutty caffè coccolade e i Black Cavendish in QUALSIASI proporzione invertibile (da 95-5 all inverso); nei fifty fifty o similari, consiglio catafotterlo a strappetti per lungo con l ingrediente allotrio tra le spire ;D
« Ultima modifica: 15 Aprile 2017, 15:39:23 da Nic Salamandra »
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #78 il: 15 Aprile 2017, 19:47:48 »
Si Rho il mischio (del PL7)  tra parenti stretti col Golden MacB e abbastanza stretti proprio come il rivale complementare Amohora Orginial è un capitolo interessantissimo e poco battuto. Per me la morte (non pratica che quella la decidiamo nei fatti come nei diacorsi sopra) sua è con Panettoni cream nutty caffè coccolade e i Black Cavendish in QUALSIASI proporzione invertibile (da 95-5 all inverso); nei fifty fifty o similari, consiglio catafotterlo a strappetti per lungo con l ingrediente allotrio tra le spire ;D

Vero, anche l'Amphora Original, anche se in misura leggermente minore, mi sembra svolgere più o meno la stessa funzione del PL7.
Io l'ho apprezzato molto, proprio come tu dici, miscelato con il Larsen Classic Simply Unique.

Comunque trovo che tabacchi eclettici come il PL7 e l'Original, come giustamente sottolinei, siano davvero rari.
La cosa curiosa, e un po' difficile da spiegare per me, è che comunque si tratta di tabacchi "conditi" con discrete dosi di Cacao, quindi di per se caratterizzati da gusto ed aroma propri, che in teoria non farebbero supporre questa loro propensione alla miscela. Io pensavo infatti che, in teoria, i tabacchi più "associabili" fossero quelli più neutri o naturali, ma evidentemente non è così.

Tra l'altro, sia l'Original che il PL7 li ho trovati ottimi anche con i più "naturali" francesi che, erroneamente, credevo fossero difficilmente miscelabili.
« Ultima modifica: 15 Aprile 2017, 19:50:29 da RHODESIAN »
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #79 il: 15 Aprile 2017, 20:50:43 »
Il sentore di cacao è dato in parte dal burley. Il pl7 non pare essere oggetto di grandi addizioni
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #80 il: 15 Aprile 2017, 22:09:04 »
Amphoras e francesi è la morte reciproca. La storica guida in plannig giallo di Fincato se ricordo bene, raccomandava Gitane Mais, o Saint Claude, con Verde e un goccio di Porto. Ma va benissimo il Rosso e dunque non male il marrone. Il Pl è modern regular taste, dunque miraramente addizionato, di Burley e Virginia. L Amphora un Cavendish misturoso con orientali che ricalca lo stesso principo. Nel Park Lane gli agenti sono di abbondante casing mirato. Nella Amphoras vengono fermentati insieme e pressati nel procedimento. Nel PL gli elementi sparpagliati ma curati miratamente, vengono pressati per mera funzione merceologica, credo. .
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #81 il: 16 Aprile 2017, 08:11:08 »
Il sentore di cacao è dato in parte dal burley. Il pl7 non pare essere oggetto di grandi addizioni

Gli "additivi" stanno intorno al 20%, compreso circa il 12,5% di zuccheri, di cui il cacao è il 2,4%, la liquirizia l'1,5% più altri agenti di sapore/aroma non meglio specificati per circa l'1%.


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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #82 il: 16 Aprile 2017, 12:45:25 »
Il porto me lo berrei. Ruby ovviamente
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #83 il: 18 Aprile 2017, 11:11:19 »
Si certo anche io, ma la fase degli sfottò di prammatica su quei planning anni 70 sono ormai più arcaici e inattuali di loro... Quei miscugli taluni geniali e quell emporio di liquoreria inthopica riportava a una libido poliedrica su cui la capiscitoria monocorde e rotarista ha steso cemento e disseccato radici bellissime e molte fin anco sapienti... Cin cin da cavendish cigar leaf transalpino e nettare portoghese
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #84 il: 18 Aprile 2017, 16:42:09 »
Si, concordo con Rhodesian, anche io alla fin fine preferisco il PL7 se tagliato con altri
tabacchi, come Rhodesian trovo pure io che finisca per migliorare un po tutto quel che
diluisce ed egli stesso mi pare giova del taglio, non finisce mai per essere soffocato
dal gusto di altre miscele, stempera dove vi è il bisogno di diluire o, rinforza dove serve,
conduce rotondità, porta dolcezza ma, anche una certa quantità lieve di nota amarognola...
lo trovo adatto un po a tutto, ad oggi però non ho osato ancor un taglio con un Em,
ci sono cose che ancor oggi io non taglio proprio, quali le Em e i flake di Virginia Perique,
non si toccano, almeno per me.
Nel PL7 la liquirizia io non la sento, non dico non ci sia solo che non la sento,
sento l'amarognolo dato dal burly fresco, riconoscibilissimo è il Virginia che in boca
si impasta e bene con il burley ma, basta portare la pipa al naso che ecco irrompere
il tipico odore del Virginia e, non è poco affatto. Il cacao beh si sa, ...il sapore è quello,
però ho i miei bei grossi dubbi che sia il burely a donare tale aroma e gusto, è
troppo marcante per essere solo burely ad infondere ciò, un sapiente ritocchino
culinario vi è...
Sul Orginal di Amphora beh, a me pare fosse più adatto al taglio il fu Regular o,
il primo Orginal Blend, questo nuovo Orginal mi pare che spesso finisca per subire
molto le miscele sulle quali va inserendosi , oserei dire, sparisca.
« Ultima modifica: 18 Aprile 2017, 16:48:15 da StefanoG »

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #85 il: 18 Aprile 2017, 22:56:49 »
La liquirizia è in sentibile, è un pilastro del casing ma guardati da chi dice o scrive che ci si simula falso Latakia o altro. Non esistono miscele che ne sappiano pur molte avendone parecchia, così come non ne sa un gelato a quel gusto. Semplicemente, funziona come ricalcatura x evidenziare toni altri. La liquirizia sa di se stessa solo al 100 o quasi x 100, in stecco o carboncino...
« Ultima modifica: 18 Aprile 2017, 22:59:29 da Nic Salamandra »
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #86 il: 18 Aprile 2017, 23:06:51 »
Che le Em attuali siano roba da non tagliare, è opinione libera. X me, a parte la purezza in epoche e situazioni e singoli esemplari storici un cui era importante un acuto in purezza, nulla è così ben niscellabile integrabile buon integratore d una Em. Ma il PL no, le ottunde....per quelle il referente è l Amphora marrone (e al limite anche di altri colori)
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #87 il: 19 Aprile 2017, 10:31:03 »
Buono a sapersi, prendo nota

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #88 il: 19 Aprile 2017, 10:46:42 »
Che le Em attuali siano roba da non tagliare, è opinione libera. X me, a parte la purezza in epoche e situazioni e singoli esemplari storici un cui era importante un acuto in purezza, nulla è così ben niscellabile integrabile buon integratore d una Em. Ma il PL no, le ottunde....per quelle il referente è l Amphora marrone (e al limite anche di altri colori)

In effetti era classicissima la miscela EM + Amphora marrone (o italia, ecc.).
L'unica cosa è che mi sembra che questo Original si discosti abbastanza dal concetto del fu Regular (marrone), come d'altra parte avviene anche per le EM, che solo parzialmente ricordano ciò che furono quando la competizione tra Balkan Sobranie e Dunhill era ai massimi livelli..

Detto questo, per Stefano, penso che sia proprio quella sorta di neutralità che, come dici tu, lo fa "sparire", che (imho) lo rende idoneo ad una miscelazione con tabacchi tipo EM, che sarebbero solo parzialmente "diluite", senza discostarsi più di tanto dal gusto originale, almeno in teoria.
Nei miei ricordi, infatti, la diluizione dal Balkan Bianco, o della Standard medium Dunhill, con l'Amphora Regular, per motivi prettamente economici, non inficiava più di tanto sul gusto. Semmai impediva in ambienti piccoli, il mal di testa da latakia lamentato spesso da esemplari di sesso femminile... non fumatrici
...e attribuirete alla vostra pipa la strana facoltà di fumarvi

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #89 il: 19 Aprile 2017, 12:19:20 »
Io, a torto o a ragione, appartengo al gruppo di quelli che le EM, in senso lato, non le miscelano mai, eventualmente tra loro se mi rimane qualche fondo  confezione insufficiente per riempire la pipa.
Ma, in generale, non miscelo quasi mai, se non coostretto, come in questi giorni faccio col Timm 750 che fumato in solitario mi brasa le mucose.

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #90 il: 19 Aprile 2017, 13:01:36 »
Rhodesian ciò è interessante, già assai interessante, grazie.
Detto ciò però, ammetto anche che non sono un fumatore di Em, strana cosa a dire il vero
poichè, ci fu un periodo lontano nel tempo che apprezzavo molto le Em, ero ghiotto di Early
Mornig che, evitavo rigidamente di diluire poichè per me, era perfetta così com'era, un grammo
in più o, un inezzia in meno e, di qualsiasi altra nota aggiunta a duopo a bilanciar, voleva dire
per me ghiotto estimatore di fumo albionico, rompere la magia del magico bilanciamento della
miscela, perfetta in se. Poi non so, con il tempo si cambiano i gusti, e pare anche di tanto assai
Il Regular Marrone a me, piaceva in purezza, ah se ci fosse ora aahh
Il Regular marrone all'epoca a me piaceva in purezza...gran cosa che se ci fosse oraa ahh
sia il mutamento, almeno a dover oggi constatare cosa apprezzi fumare, lontano dal mondo
Em e, ModernEm, mi balocco tra naturali e Virginia Flake e, loro succedanei.
« Ultima modifica: 19 Aprile 2017, 13:03:40 da StefanoG »

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #91 il: 19 Aprile 2017, 13:18:56 »
Io non solo le Em non mischio, ma quasi nulla, non potrei fare quello che faccio da lustri. Ma so come e cosa funziona a farlo, a mio onesto parere. L impermeabilità delle Em è anche un fatto di culto, giustificato in molti casi. Detto ciò sono immensamente vocate a produrre con altro cose terze molto alte come concetto, v. Il paradigma Scottish come self made, e utillime alle bisogne nelle 18 h. Di moltissimi...
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #92 il: 19 Aprile 2017, 15:16:27 »
Io non sono molto avvezzo al mischio. Con le em quasi mai...
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #93 il: 19 Aprile 2017, 15:17:32 »
Beh,... anche questo che tu dici, è giusto caro Nic.
Tagliare miscele in realtà è cosa assai pericolosa, quasi mai la si migliora, le miscele
sono studiate per essere quel che sono, perfette in se, intervenire su di esse
è per lo più un rovinarle. Credo che in fondo non la si tagli per cercar di migliorare
la stessa ma, piuttosto per diluire una miscela che per nostra sfortuna è troppo
forte di corpo e, forza nicotinica o, che alla lunga a noi appare troppo travalicante
di gusto, eppure a noi piace notevolmente, ecco che qui interviene la mano che,
haimè, tende ad inserirsi per rendere digeribile quel che a noi piace ma che, altresì
rifugge la digestione..., per esempio, io trovo fantastico il meraviglioso
Brown 4 di Samuel Gawit ma, haimè mi stende prima che possa
pronunciare bai, e quindi mio malgrado mi tocca allungarlo.
Questo è uno dei sensi, ragioni, che si adopera per intervenire su una miscela
che di per se è perfetta, poi le altrettante ragioni che spingono ad intervenire
su una trama son molteplici e molte altrettanto giuste, vi sono le ragioni economiche
che spingono taluni a dover far di ragion virtù, quindi i motivi sono vari e per
lo più tutti giusti, le uniche ragioni che non lo sono son quelle spinte da ciò che
non è ragionevole, sensato, da ciò che altrimenti è poco sensato, a giocar a fare il
piccolo chimico a far lo schef  stellato de no artri, come dir si voglia, si rischia di
fumare spazzatura.
« Ultima modifica: 19 Aprile 2017, 18:13:57 da StefanoG »

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #94 il: 19 Aprile 2017, 16:31:19 »
Boh tra il piccolo kimiko e il capiscitores che lo irride come cosa ovvia c è una realtà enormemente concreta e concettualizzabile. Restando sui principi, pare parimenti ovvio che sia inutile o quasi obbligatorio intervenire sul dato di commercio, per pasticciare ignobilmente o creare le ghiottonerie che servono alle brutali bisogne. Dietro ci sono due modalità, la prima fa capo a piramidi di interessi industriali, la seconda fa capo alla enorme iniziativa del fumatore. Da una parte vige un pensiero utile e identificabile, dall altro un piacere libero e cognitivo che spsriglia il campo per favorire pipe e tabacchi in miriadi di gusti bisogni stili ed accezioni. Dare per scontato, o meno, la dignità culturale ed operarotiva dei mischi, è un fatto PolITikhon
« Ultima modifica: 19 Aprile 2017, 16:33:01 da Nic Salamandra »
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #95 il: 19 Aprile 2017, 19:11:45 »
Leggere, sul punto, il sempiterno Eppe.
Ricordo, ma di sicuro l'ho già detto, che chi mi iniziò alla pipa, mescolava in parti uguali lo Standard Dunhill con Amphora (allora) Regular. Lo faceva per far diminuire il costo della miscela. Saggezza antica di un forte fumatore.
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #96 il: 20 Aprile 2017, 00:10:57 »
Leggere, sul punto, il sempiterno Eppe.
Ricordo, ma di sicuro l'ho già detto, che chi mi iniziò alla pipa, mescolava in parti uguali lo Standard Dunhill con Amphora (allora) Regular. Lo faceva per far diminuire il costo della miscela. Saggezza antica di un forte fumatore.

Infatti! Però trovo molto sensate le considerazioni di Nic ma anche valide le motivazioni di Stefano.

Per quanto riguarda la miscelazione con EM, penso che si possa considerare anche il fatto che oggi c'è un'offerta decisamente superiore a quella di un tempo, limitata a 4 o 5 Dunhill, 2 Balkan e poco altro. Oggi solo nelle produzioni Kholhase & Kopp (Mc Connell, Rattray's, Peterson, ecc.), Dunhill, Gawith, ecc. c'è una scelta decisamente superiore che fa venire meno anche l'esigenza di "variare" e spezzare la monotonia con esperimenti personali. Ma sono anche cambiate tante cose: nessuno, per esempio, mi toglie dalla testa che il latakia attualmente in uso abbia poco a che vedere con quello di 30 e più anni fa. Le miscele, pur con lo stesso nome, con i vari passaggi di mano produttivi, non hanno più esattamente le stesse caratteristiche degli originali.
E poi forse, o senz'altro, siamo cambiati anche noi, con meno voglia di sperimentare, di provare e di giocare con qualcosa che, a volte, sembra oggi avere assunto quasi un'alea di sacralità (sarà per i prezzi stellari di certi tabacchi?) che non deve essere "sciupata" da tentativi maldestri di abbinamenti improbabili.
Io miscelo per vari motivi ce però mi rendo conto essere più o meno tutti legati ad un'azione moderatrice:
1) per "moderare" il prezzo abbassando il costo della miscela
2) per "moderare" alcuni eccessi di dolcezza e sapori, gradevoli ma un po' stucchevoli alla lunga (come certi Larsen, che mi piacciono molto ma fumati puri mi stancano un po')
3) per "moderare", modulare ed ingentilire tendenze eccessivamente "strong" soprattutto nell'aroma eccessivo (come certi francesi, buonissimi al gusto, che lasciano un "puzzo" di Gitanes e Gauloises davvero sgradevole...). Il problema del "contorno umano" per me è sempre stato piuttosto rilevante e ho ben presente quando, anche all'aperto seduti davanti al tavolino di un bar mi veniva chiesto di spegnere la pipa con i miei amati balkan "Bianco" o Dunhill 965, per il "cerchio alla testa" che provocavano a chi era con me dopo 15/20 minuti di fumata...
Insomma, sono d'accordo con Stefano sul fatto che pensare di migliorare una miscela preconfezionata sia indice di una buona dose di presunzione, ma adattarla alle proprie esigenze credo non solo sia lecito, ma che faccia parte del gioco, rientrando a pieno titolo dal concetto sintetizzato dal motto: "de gustibus..."
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #97 il: 20 Aprile 2017, 09:35:46 »
Mescolare può aver poco a che vedere col gioco e la curiosità, e molto con la razionalità e addirittura la senilità. Roba come golden cavendish Sumatra o dark air cured e dutch cavendish sono completamenti quasi obbligati e un cui una enorme raffinatezza, gusto ricco e pesi e contrappesi regolabili, costituisco guadagni su più fronti, economici sì ma anche di esigenze organiche e persino come detto gastronomiche. Il dato è che nessuno discute la preclusione al mischio mentre vige che molti preclusori irridano la cultura del maschio e c è da contrastarne questo senso di acquisizioni capiscitorie quasi definitive. Ora possiamo postulare una contiguità tra posizioni e interessi prevalenti, il ché non vuole squalificare nulla ma solo rimettere in circolo posizioni con troppa fretta derubricate come superate e farlocche
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #98 il: 07 Dicembre 2018, 08:57:26 »
Sbirciando nel suo sito leggo che G. L. Pease sostiene che i tabacchi, opportunamente conservati, quindi nelle loro lattine originali ancora sigillate e a temperatura controllata (niente forno quindi), possono tranquillamente invecchiare - e quindi affinarsi - per decenni, dando un limite di una quarantina d'anni per i latakiosi e praticamente nessun limite ai Virginiosi.
Premette che il grosso dei cambiamenti si verificano nei primi 5 anni, poi l'affinamento rallenta drasticamente.
Interessanti anche le sue esperienze sul Latakia: sostiene infatti che questo, dopo il primo lustro dall'inscatolamento, perda progressivamente le sue proprietà ma il resto dei componenti (si parla di EM e sue derivate) maturando e sposandosi meglio fra loro, sopperirebbe a questa carenza sviluppando una miscela sicuramente diversa dall'originale ma non per questo meno godibile e interessante.
In ogni caso per le sue latte consiglia un invecchiamento ideale che va dai 6 mesi ai 2 anni.

Questo almeno è quello che ho capito, per eventuali fraintendimenti scarico buona parte della colpa su Google translate :P