Autore Topic: Invecchiamento del tabacco  (Letto 6809 volte)

Offline StefanoG

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #90 il: 19 Aprile 2017, 13:01:36 »
Rhodesian ciò è interessante, già assai interessante, grazie.
Detto ciò però, ammetto anche che non sono un fumatore di Em, strana cosa a dire il vero
poichè, ci fu un periodo lontano nel tempo che apprezzavo molto le Em, ero ghiotto di Early
Mornig che, evitavo rigidamente di diluire poichè per me, era perfetta così com'era, un grammo
in più o, un inezzia in meno e, di qualsiasi altra nota aggiunta a duopo a bilanciar, voleva dire
per me ghiotto estimatore di fumo albionico, rompere la magia del magico bilanciamento della
miscela, perfetta in se. Poi non so, con il tempo si cambiano i gusti, e pare anche di tanto assai
Il Regular Marrone a me, piaceva in purezza, ah se ci fosse ora aahh
Il Regular marrone all'epoca a me piaceva in purezza...gran cosa che se ci fosse oraa ahh
sia il mutamento, almeno a dover oggi constatare cosa apprezzi fumare, lontano dal mondo
Em e, ModernEm, mi balocco tra naturali e Virginia Flake e, loro succedanei.
« Ultima modifica: 19 Aprile 2017, 13:03:40 da StefanoG »

Offline Nic Salamandra

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #91 il: 19 Aprile 2017, 13:18:56 »
Io non solo le Em non mischio, ma quasi nulla, non potrei fare quello che faccio da lustri. Ma so come e cosa funziona a farlo, a mio onesto parere. L impermeabilità delle Em è anche un fatto di culto, giustificato in molti casi. Detto ciò sono immensamente vocate a produrre con altro cose terze molto alte come concetto, v. Il paradigma Scottish come self made, e utillime alle bisogne nelle 18 h. Di moltissimi...
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #92 il: 19 Aprile 2017, 15:16:27 »
Io non sono molto avvezzo al mischio. Con le em quasi mai...
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Offline StefanoG

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #93 il: 19 Aprile 2017, 15:17:32 »
Beh,... anche questo che tu dici, è giusto caro Nic.
Tagliare miscele in realtà è cosa assai pericolosa, quasi mai la si migliora, le miscele
sono studiate per essere quel che sono, perfette in se, intervenire su di esse
è per lo più un rovinarle. Credo che in fondo non la si tagli per cercar di migliorare
la stessa ma, piuttosto per diluire una miscela che per nostra sfortuna è troppo
forte di corpo e, forza nicotinica o, che alla lunga a noi appare troppo travalicante
di gusto, eppure a noi piace notevolmente, ecco che qui interviene la mano che,
haimè, tende ad inserirsi per rendere digeribile quel che a noi piace ma che, altresì
rifugge la digestione..., per esempio, io trovo fantastico il meraviglioso
Brown 4 di Samuel Gawit ma, haimè mi stende prima che possa
pronunciare bai, e quindi mio malgrado mi tocca allungarlo.
Questo è uno dei sensi, ragioni, che si adopera per intervenire su una miscela
che di per se è perfetta, poi le altrettante ragioni che spingono ad intervenire
su una trama son molteplici e molte altrettanto giuste, vi sono le ragioni economiche
che spingono taluni a dover far di ragion virtù, quindi i motivi sono vari e per
lo più tutti giusti, le uniche ragioni che non lo sono son quelle spinte da ciò che
non è ragionevole, sensato, da ciò che altrimenti è poco sensato, a giocar a fare il
piccolo chimico a far lo schef  stellato de no artri, come dir si voglia, si rischia di
fumare spazzatura.
« Ultima modifica: 19 Aprile 2017, 18:13:57 da StefanoG »

Offline Nic Salamandra

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #94 il: 19 Aprile 2017, 16:31:19 »
Boh tra il piccolo kimiko e il capiscitores che lo irride come cosa ovvia c è una realtà enormemente concreta e concettualizzabile. Restando sui principi, pare parimenti ovvio che sia inutile o quasi obbligatorio intervenire sul dato di commercio, per pasticciare ignobilmente o creare le ghiottonerie che servono alle brutali bisogne. Dietro ci sono due modalità, la prima fa capo a piramidi di interessi industriali, la seconda fa capo alla enorme iniziativa del fumatore. Da una parte vige un pensiero utile e identificabile, dall altro un piacere libero e cognitivo che spsriglia il campo per favorire pipe e tabacchi in miriadi di gusti bisogni stili ed accezioni. Dare per scontato, o meno, la dignità culturale ed operarotiva dei mischi, è un fatto PolITikhon
« Ultima modifica: 19 Aprile 2017, 16:33:01 da Nic Salamandra »
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #95 il: 19 Aprile 2017, 19:11:45 »
Leggere, sul punto, il sempiterno Eppe.
Ricordo, ma di sicuro l'ho già detto, che chi mi iniziò alla pipa, mescolava in parti uguali lo Standard Dunhill con Amphora (allora) Regular. Lo faceva per far diminuire il costo della miscela. Saggezza antica di un forte fumatore.
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #96 il: 20 Aprile 2017, 00:10:57 »
Leggere, sul punto, il sempiterno Eppe.
Ricordo, ma di sicuro l'ho già detto, che chi mi iniziò alla pipa, mescolava in parti uguali lo Standard Dunhill con Amphora (allora) Regular. Lo faceva per far diminuire il costo della miscela. Saggezza antica di un forte fumatore.

Infatti! Però trovo molto sensate le considerazioni di Nic ma anche valide le motivazioni di Stefano.

Per quanto riguarda la miscelazione con EM, penso che si possa considerare anche il fatto che oggi c'è un'offerta decisamente superiore a quella di un tempo, limitata a 4 o 5 Dunhill, 2 Balkan e poco altro. Oggi solo nelle produzioni Kholhase & Kopp (Mc Connell, Rattray's, Peterson, ecc.), Dunhill, Gawith, ecc. c'è una scelta decisamente superiore che fa venire meno anche l'esigenza di "variare" e spezzare la monotonia con esperimenti personali. Ma sono anche cambiate tante cose: nessuno, per esempio, mi toglie dalla testa che il latakia attualmente in uso abbia poco a che vedere con quello di 30 e più anni fa. Le miscele, pur con lo stesso nome, con i vari passaggi di mano produttivi, non hanno più esattamente le stesse caratteristiche degli originali.
E poi forse, o senz'altro, siamo cambiati anche noi, con meno voglia di sperimentare, di provare e di giocare con qualcosa che, a volte, sembra oggi avere assunto quasi un'alea di sacralità (sarà per i prezzi stellari di certi tabacchi?) che non deve essere "sciupata" da tentativi maldestri di abbinamenti improbabili.
Io miscelo per vari motivi ce però mi rendo conto essere più o meno tutti legati ad un'azione moderatrice:
1) per "moderare" il prezzo abbassando il costo della miscela
2) per "moderare" alcuni eccessi di dolcezza e sapori, gradevoli ma un po' stucchevoli alla lunga (come certi Larsen, che mi piacciono molto ma fumati puri mi stancano un po')
3) per "moderare", modulare ed ingentilire tendenze eccessivamente "strong" soprattutto nell'aroma eccessivo (come certi francesi, buonissimi al gusto, che lasciano un "puzzo" di Gitanes e Gauloises davvero sgradevole...). Il problema del "contorno umano" per me è sempre stato piuttosto rilevante e ho ben presente quando, anche all'aperto seduti davanti al tavolino di un bar mi veniva chiesto di spegnere la pipa con i miei amati balkan "Bianco" o Dunhill 965, per il "cerchio alla testa" che provocavano a chi era con me dopo 15/20 minuti di fumata...
Insomma, sono d'accordo con Stefano sul fatto che pensare di migliorare una miscela preconfezionata sia indice di una buona dose di presunzione, ma adattarla alle proprie esigenze credo non solo sia lecito, ma che faccia parte del gioco, rientrando a pieno titolo dal concetto sintetizzato dal motto: "de gustibus..."
...e attribuirete alla vostra pipa la strana facoltà di fumarvi

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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #97 il: 20 Aprile 2017, 09:35:46 »
Mescolare può aver poco a che vedere col gioco e la curiosità, e molto con la razionalità e addirittura la senilità. Roba come golden cavendish Sumatra o dark air cured e dutch cavendish sono completamenti quasi obbligati e un cui una enorme raffinatezza, gusto ricco e pesi e contrappesi regolabili, costituisco guadagni su più fronti, economici sì ma anche di esigenze organiche e persino come detto gastronomiche. Il dato è che nessuno discute la preclusione al mischio mentre vige che molti preclusori irridano la cultura del maschio e c è da contrastarne questo senso di acquisizioni capiscitorie quasi definitive. Ora possiamo postulare una contiguità tra posizioni e interessi prevalenti, il ché non vuole squalificare nulla ma solo rimettere in circolo posizioni con troppa fretta derubricate come superate e farlocche
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Re:Invecchiamento del tabacco
« Risposta #98 il: 07 Dicembre 2018, 08:57:26 »
Sbirciando nel suo sito leggo che G. L. Pease sostiene che i tabacchi, opportunamente conservati, quindi nelle loro lattine originali ancora sigillate e a temperatura controllata (niente forno quindi), possono tranquillamente invecchiare - e quindi affinarsi - per decenni, dando un limite di una quarantina d'anni per i latakiosi e praticamente nessun limite ai Virginiosi.
Premette che il grosso dei cambiamenti si verificano nei primi 5 anni, poi l'affinamento rallenta drasticamente.
Interessanti anche le sue esperienze sul Latakia: sostiene infatti che questo, dopo il primo lustro dall'inscatolamento, perda progressivamente le sue proprietà ma il resto dei componenti (si parla di EM e sue derivate) maturando e sposandosi meglio fra loro, sopperirebbe a questa carenza sviluppando una miscela sicuramente diversa dall'originale ma non per questo meno godibile e interessante.
In ogni caso per le sue latte consiglia un invecchiamento ideale che va dai 6 mesi ai 2 anni.

Questo almeno è quello che ho capito, per eventuali fraintendimenti scarico buona parte della colpa su Google translate :P