Autore Topic: Oltre la radica  (Letto 39572 volte)

Offline TheGatesOfFate

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Oltre la radica
« il: 12 Marzo 2005, 21:14:47 »
Non nego che le pipe fatte di legni diversi esercitano su di me un certo fascino. Abituati come siamo alla pipa in radica di erica ed alle sue convenzioni(affascinanti ma anche stancanti, se si vuole…) che convergono categoricamente ed implacabilmente sulla fiamma(magari fosse sempre perfetta!) o sull’occhio di pernice(magari fosse sempre fine ed uniforme!), quando non son sabbiate o rusticate, spesso ci dimentichiamo dell’uomo e della sua indole di ricerca. Sperimentare è affascinante ed appagante. A parte l’olivastro, che ormai è divenuto “comune” grazie anche all’estro del grande Tom Spanu, ci sono molti altri legni che possono divertire e soddisfare, se non addirittura stupire. Dal limone al ginepro(anche qui la diffusione è merito principalmente del Maestro Spanu, specie del limone, visto che pipe di ginepro ne ha fatte davvero poche), si può spaziare negli esotici legni africani, grazie al mitico pipemaker sudafricano Johan Slabbert, che commercializza in internet una serie di pipe col marchio Jobert.

Nel tempo ho acquistato diverse pipe da Johan, e devo dire che oltre ad apprezzare alcuni legni che mi hanno deliziato e stupito per fumabilità e sensazioni(soprattutto il Mopane, l’african blackwood il leadwood ed il bubinga, ma anche il black-hookthorn e l’olivastro africano), ho anche molto apprezzato la squisita professionalità di questo pipemaker(e da tempo ormai lo considero un amico vero), che a fronte di prezzi “umani” esegue spedizioni velocissime ed assicurate, senza sovrapprezzo(in pratica il prezzo che si legge nel sito comprende la spedizione).

Un discorso a parte meritano 2 grandi pipemakers(nonché anch’essi cari amici):
Trever Talbert e Joseph Prammer. Entrambi realizzano pipe in legno fossilizzato, per una fumata, antica quanto intrigante. Purtroppo tale materiale risponde a leggi restrittive di approvvigionamento, perciò è difficile poter acquistare una di queste pipe, nonché anche oneroso economicamente.

Un cenno lo meritano anche le pipe in eucalipto, pur se il pipemaker che se ne occupa non ha una produzione costante, né certamente una “mano” esperta. Ne risulta una pipa scandalosamente grezza nella lavorazione, ma pur sempre da provare come sensazione di fumata.

Infine mi pregio di citare la “pipa del fin del mundo”, creata nella “tierra del fuego”, in Argentina, usando un paio di legni stranissimi. Il primo si chiama LENGA e addirittura evoca una sorta di misticimo. Si tratta di un albero che pur sviluppandosi in altezza per decine di metri, vive su uno strato di terreno di pochi centimetri, e quando cade(per i forti venti) si rigenera. L’altro legno si chiama Cohihue e le pipe prodotte con tal legno vengono accessoriate con bocchini che spaziano tra il legno “carandai” e il corno di cervo rosso!! Nella produzione di tale pipemaker è comparsa di recente anche la pipa di “graffito”(credo sia grafite), che ancora non ho avuto modo di provare. A breve colmerò questa imperdonabile lacuna. Spettacolare è anche la lavorazione e l’originalità delle forme.

Se la cosa interessa, posso per il futuro continuare a parlare dell’argomento e descrivere le mie senzazioni di fumata per ogni “legno”, perché come avrete intuito, tranne che per la graffito, ho almeno un esemplare di tutti i legni citati, e li fumo con molto piacere!
Devo infine dire che molto tempo fa vidi una pipa di rosa, la quale mi incuriosì molto. Purtroppo non ebbi mai modo di trovarne sul mercato, perciò non ne posseggo ancora. Se qualcuno ha notizie di pipemakers che usano tale legno lo pregherei di segnalarmelo!

Infine segnalo i links, per chi fosse come me istintivamente portato alla sperimentazione:

Pipe Jobert – Sudafrica: http://www.jobertpipes.co.za/
Talbert Pipes – Francia: http://www61.pair.com/talbert/index.html
Prammer – Austria : http://www.pfeifen-prammer.com/
Pipa di Eucalipto – Ecuador : http://www.geocities.com/lubaqtemp/
Pipa del la fin del mundo – Argentina: http://www.pipaspiombo.8m.com/about.html
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Offline Aqualong

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Oltre la radica
« Risposta #1 il: 12 Marzo 2005, 22:28:02 »
Ho visto che anche maestri danesi hanno nei loro cataloghi pipe con materiali classificati come exotic wood,es Bjarne o Nording,per citarne un paio.
Avete informazioni più precise sul tipo di legno ?
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Offline TheGatesOfFate

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« Risposta #2 il: 13 Marzo 2005, 08:54:32 »
Citazione da: "Aqualong"
Ho visto che anche maestri danesi hanno nei loro cataloghi pipe con materiali classificati come exotic wood,es Bjarne o Nording,per citarne un paio.
Avete informazioni più precise sul tipo di legno ?


In questi casi la definizione exotic wood credo si riferisca ai materiali usati per i vari inserti. Alcuni danesi amano gli inserti di legni(o altri materiali) lungo il cannello, di solito in prossimità del bocchino. Ebano, avorio e bosso i più gettonati. La pipa è in radica di erica, come sempre.

Aprirei una parentesi anche sui 2 pipemakers citati. I danesi hanno grandi maestri che lavorano da soli(per fortuna la maggioranza) ma anche piccole(o grandi) "fabbrichette" con diversi impiegati per un lavoro, diciamo, in serie. Stanwell è la più famosa(in Italia), anche perchè molto onestamente non si avvale di una figura di pipemaker vivente. Bjarne e Nording, pur avvalendosi di una figura emblematica, in realtà sono delle fabbriche con diversi impiegati. La filosofia quindi non si discosta da quella di Stanwell. Erik Nording sforna la bellezza di 50000(dicesi cinquantamila) pipe l'anno...Bjarne Nielsen ne sforna circa 12000.
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Offline Cristiano

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Oltre la radica
« Risposta #3 il: 13 Marzo 2005, 13:32:57 »
per quanto riguarda gli inserti, ricordo alcune serie lanciate dalla Butz Choquin negli anni 90.

Per il resto: nelle campagne toscane erano assai diffuse pipe in ciliegio e in bosso intagliate dai contadini. Nel Chianti usavano anche le radici delle viti che venivano espiantate perchè non più produttive.
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« Risposta #4 il: 13 Marzo 2005, 14:01:45 »
Citazione da: "Cristiano"
per quanto riguarda gli inserti, ricordo alcune serie lanciate dalla Butz Choquin negli anni 90.

Per il resto: nelle campagne toscane erano assai diffuse pipe in ciliegio e in bosso intagliate dai contadini. Nel Chianti usavano anche le radici delle viti che venivano espiantate perchè non più produttive.


Interessante la questione delle pipe in bosso o radici di vite.
Ne puoi procurare qualcuna?  :wink:
Per quel che riguarda il ciliegio le pipe in cherry ed anche in acero fanno parte di una tradizione consolidata. Se ne vendoo qui: http://www.corncobpipe.com/ insieme a quelle di "popcorn".
Si dice che il ciliegio dia una particolare soddisfazione di fumata, legata senz'altro alla inesorabile "consumazione" di tal legno durante la combustione. Dicono che la pipa bruci pian piano durante la fumata e che questo sia un impareggiabile contributo ad una fumata unica.
Alla fine le pipe di cherry costano poco e durano poco. Un'esperienza comunque da fare.
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Offline Aqualong

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Oltre la radica
« Risposta #5 il: 13 Marzo 2005, 15:23:00 »
In Toscana era  usato anche l'Ornello durissimo da lavorare ma quasi indistruttibile,con cui facevano anche ingranaggi per mulini.
Per quanto riguarda i danesi purtroppo non ho  il link del sito di lingua inglese,il cui argomento era pipe costruite in legno,ricordo che mi aveva colpito particolarmente il fatto che danesi famosi usassero legno per le loro creazioni,le pipe erano quasi tutte senza innesti,anzi con flok e alcune parzialmente rusticate.
Soltanto una mi sembra di ricordare di Bjarne recava la specifica: Mun Ebony le altre ugualmente belle exotic wood.
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Offline Cristiano

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Oltre la radica
« Risposta #6 il: 13 Marzo 2005, 18:27:25 »
Citazione da: "TheGatesOfFate"
Citazione da: "Cristiano"
per quanto riguarda gli inserti, ricordo alcune serie lanciate dalla Butz Choquin negli anni 90.

Per il resto: nelle campagne toscane erano assai diffuse pipe in ciliegio e in bosso intagliate dai contadini. Nel Chianti usavano anche le radici delle viti che venivano espiantate perchè non più produttive.


Interessante la questione delle pipe in bosso o radici di vite.
Ne puoi procurare qualcuna?  :wink:
Per quel che riguarda il ciliegio le pipe in cherry ed anche in acero fanno parte di una tradizione consolidata. Se ne vendoo qui: http://www.corncobpipe.com/ insieme a quelle di "popcorn".
Si dice che il ciliegio dia una particolare soddisfazione di fumata, legata senz'altro alla inesorabile "consumazione" di tal legno durante la combustione. Dicono che la pipa bruci pian piano durante la fumata e che questo sia un impareggiabile contributo ad una fumata unica.
Alla fine le pipe di cherry costano poco e durano poco. Un'esperienza comunque da fare.
il babbo di Roberto, il mio amico di Radda che venne al capodanno pipico 04 (qualcuno lo ricorderà senz'altro), aveva due o tre pipe in vite, che fumava addirittura il suo babbo.
Sono tradizioni perdute per sempre, come ben si potrà capire.

Bernardo, esperto di scienze forestali, potrà forse dare qualche testimonianza più approfondita sugli altri materiali.
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Offline coureur-des-bois

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oltre la radica
« Risposta #7 il: 13 Marzo 2005, 18:32:37 »
In questo momento non vi posso seguire in quanto sono pervaso da un rigurgito di violento classicismo che investe tutto il (mio) mondo della pipa.... figuratevi quindi la radica!
Voglio però darvi qualche ragguaglio professionale (se mi è permesso):
la radica di erica arborea è, indiscutibilmente, il miglior materiale perchè contiene elevate quantità di ossido di silicio o SiO2 (la silice), questa è una proprietà (le cause non sono del tutto note) che rende i fornelli particolarmente adatti a bruciare tabacco.
E' lo stesso fenomeno per cui la paglia di segale è poco degradabile e quindi utilizzata per le coperture dei tetti ( nord europa ) o in vivaistica  (zollatura delle piante) o ancora per intreccio ( cappelli di paglia ), mentre è inutilizzabile come lettiera e per fare letame.
Altre piante posseggono questa proprietà (le felci per esempio) che è connaturata alla natura dei terreni fortemente acidi (pH < 7).
Saluti chimico-botanici.
Bernardo
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« Risposta #8 il: 13 Marzo 2005, 20:32:42 »
Citazione da: "Aqualong"
In Toscana era  usato anche l'Ornello durissimo da lavorare ma quasi indistruttibile,con cui facevano anche ingranaggi per mulini.


Molto affascinante.
La mia curiosità mi spingerebbe a cercarne una, ma credo che sia ormai introvabile.


Citazione da: "Cristiano"

Sono tradizioni perdute per sempre, come ben si potrà capire.


…ed è un vero peccato…


Citazione da: "coureur-des-bois"
In questo momento non vi posso seguire in quanto sono pervaso da un rigurgito di violento classicismo che investe tutto il (mio) mondo della pipa.... figuratevi quindi la radica!
Voglio però darvi qualche ragguaglio professionale (se mi è permesso):
la radica di erica arborea è, indiscutibilmente, il miglior materiale perchè contiene elevate quantità di ossido di silicio o SiO2 (la silice), questa è una proprietà (le cause non sono del tutto note) che rende i fornelli particolarmente adatti a bruciare tabacco.
E' lo stesso fenomeno per cui la paglia di segale è poco degradabile e quindi utilizzata per le coperture dei tetti ( nord europa ) o in vivaistica  (zollatura delle piante) o ancora per intreccio ( cappelli di paglia ), mentre è inutilizzabile come lettiera e per fare letame.
Altre piante posseggono questa proprietà (le felci per esempio) che è connaturata alla natura dei terreni fortemente acidi (pH < 7).
Saluti chimico-botanici.
Bernardo


Indubbiamente la radica di erica possiede qualità superiori alla maggioranza dei materiali citati, quindi sono in parte d’accordo con te.
Tuttavia sono curioso di natura, perciò mi piace sperimentare nuovi legni e possedere pipe anche di legni diversi. Alla fine una siffatta “minoranza” sta anche bene nel mio monologo d’erica. Anche perché non si può mai sapere se prima o poi esce fuori qualche strano legno esotico che va anche meglio della radica d’erica…

Dissento un po’ sull’affermazione che la radica sia indiscutibilmente il miglior materiale per la costruzione di pipe, perché ha almeno 4 concorrenti agguerriti e universalmente riconosciuti tali:
1)La nobil schiuma
2)La clay(terracotta)
3)La porcellana
4)La quercia fossilizzata(detta “morta”)
ai quali aggiungerei il mopane ed il leadwood(in questo caso è mia personalissima opinione, perciò è un’aggiunta di mio arbitrio).
Direi quindi che la frase giusta doveva essere: La radica è sicuramente uno dei migliori materiali per la costruzione delle pipe, in virtù anche del fatto che da buon classicista violento dovresti apprezzare più la schiuma(in un classicismo “nobile”) e/o la terracotta(in un classicismo “standard”) e magari  relativo flake a lavorazione tradizional/britannica di squisito, puro virginia.

L’introduzione della radica di erica, per la costruzione delle pipe, è cosa relativamente recente(come tutti sappiamo). Perciò definirei la pipa di radica come lo stereotipo di pipa moderna, indi ricade in un accezione di modernismo. Il classico(nell’accezione pura del termine) ricade in un ambito di schiuma/terracotta.
A tal proposito mi piace citare un affascinante articolo dell’avvocato Roberto Marozzini da Fermo(caro amico e profondo intenditore di tabacchi nonché di pipe classiche) apparso nella rivista “amici della pipa” anno XXVI n°151, in cui narra la storia di una battaglia, legata ad una pregiata pipa di schiuma(di tradizione viennese) ed al Generale Napoleonico Lasalle.
In tal articolo(che cito soprattutto per l’affascinante storia raccontata e per la valentìa di Roberto nel narrare i fatti, giacchè le informazioni riguardanti i materiali delle pipe sono di comune conoscenza e reperibili anche da molte altre fonti) si dice che le pipe dell’epoca erano soprattutto di terracotta. Le schiume erano oggetti pregiati non accessibili a tutti. Si dice anche che i militari usassero pipe più consone agli strapazzi della “vita d’armi”(la terracotta è fragile) che nel caso dell’esercito napoleonico eran fabbricate a Cogolin con legni(essenze) varie. Principalmente bosso, pero, marasca e melo. Tutto ciò per dire che in un’ottica violentemente classicista son più consone le essenze citate in questa discussione piuttosto che la modernissima radica. Quindi caro Bernardo, seguici pure, da buon classicista, in questa folle discussione, e da specialista botanico, procuraci delle buone essenze da far lavorare magari a valenti pipemakers, affinchè si possa riassaporare l’antico, il classico, le sensazioni del passato.
Certo è che la schiuma e la terracotta sono i classici per eccellenza! Usati già nel 1700(come concezione di pipa non dissimile da quella che abbiamo oggi) sopravvivono tuttora vantando secoli di gloria sperimentata.
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Offline Aqualong

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« Risposta #9 il: 13 Marzo 2005, 21:39:38 »
In caso di rinvenimento di essenze pipiche della vecchia tradizione artigiana-contadina,mi offro volontario a fare l'esperimento di fabbricazione pipica.
Anche perchè questo 3d mi ha messo una voglia compulsiva di costruzione pipica in olivo toscano,quindi quasi utopistica,o con altro legno nero-venato qualunque sia.
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Offline coureur-des-bois

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oltre la radica
« Risposta #10 il: 13 Marzo 2005, 23:00:18 »
Credette Cimabue ne la pittura
tener lo campo, e ora ha Giotto il grido,
sì che la fama di colui è scura:
così ha tolto l'uno a l'altro Guido
la gloria de la lingua; e forse è nato
chi l'uno e l'altro caccerà del nido.

Dante: Purg., XI, 94-99

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Offline Aqualong

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« Risposta #11 il: 13 Marzo 2005, 23:14:17 »
Non è il mondan romore altro ch’un fiato
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Offline Aqualong

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« Risposta #12 il: 15 Marzo 2005, 00:16:47 »
In attesa della materia prima,per ora ho trovato il ciliegio,ho finito un esperimento in vecchia radicaccia di pipa alkemika che celebri la fine dell'inverno.
Le solite storie tipo la cornucopia in fondo all'arcobaleno etc.
Per i forti di stomaco che vogliono vederla la butto in galleria per alcuni giorni(la tengo poco niente paura!).
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Offline TheGatesOfFate

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« Risposta #13 il: 15 Marzo 2005, 22:12:40 »
Se fai degli esperimenti col ciliegio o altre cose fammi sapere che son curioso. Anche se non saprei proprio cosa consigliarti per il trattamento di tali legni. Magari posso chiedere a Spanu come si regola con Limone, Olivastro, ginepro & C. La radica la si bolle e poi la si stagiona, altrimenti rimangono i vari tannini e altre cosucce che oltre ad essere sgradevoli nella fumata potrebbero esser perniciose per la salute.
Coi legni di fusto non so che dirti...bolliti potrebbero spaccarsi(oppure no?) e non saprei neanche quali posson essere dannosi e quali no.

Parlando di ciò mi è tornata in mente una follìa che ho visto l'anno scorso:
Ero ad Arma di Taggia con Teddy Knudsen e Mimmo(Domenico Romeo), quando, per una sorta di delirio che accomuna entrambi, e cioè la fissazione incondizionata per la radica(tant'è che Teddy sta tentando di farsi il pavimento di casa completamente in radica di erica) durante la ebollizione dei ciocchi, in cui nell'acqua si forma quel colore rossastro dovuto ai tannini della radica, hanno immerso delle magliette bianche ottendendone un colorito che hanno definito "real red briar".
Come 2 pazzi si sono portati queste magliette al Chicago pipes show dove le hanno indossate e sfoggiate con fierezza per tutto il tempo della manifestazione e hanno ricevuto pure proposte di acquisto(naturalmente accettate!)
E poi ditemi se la pipa(o meglio la radica) non fa male alla salute...
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Offline mificrozet

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Oltre la radica
« Risposta #14 il: 16 Marzo 2005, 00:00:21 »
Dal momento che possiedo alcuni ciocchi di ciliegio belli stagionati, sono 12 anni che riposano ignari nella legnaia, mi sono più volte chiesto se non avrei potuto utilizzarli per qualche realizzazione, la storia dei tannini mi ha frenato, difatti se li bollissi andrebbero a farsi benedire i 12 anni di stagionatura naturale, ho fatto qualche ricerca ed è venuto fuori che il tannino è presente anche nelle foglie di te e dunque ce lo sorbiamo normalmente, sarebbe poi così pernicioso se rimanesse latente nel legno ?
Inglesi ... gente che correva nuda dietro una marmotta quando noi già s'accoltellava un Giulio Cesare !