Autore Topic: Elogio delle pipe francesi  (Letto 12385 volte)

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Elogio delle pipe francesi
« il: 08 Ottobre 2006, 11:31:11 »
No, le pipe nel loro vasto mondo non possono essere ridotte alla classica tricotomia Italia - Regno Unito - Danimarca.

La culla della pipa in radica, la Francia occupa un posto molto importante.

Schiette lavoratrici, senza fronzoli, perfettamente bilanciate, ottime ed econome, son le pipe d'Oltralpe.

Virili, si esaltano con i potenti trinciati naturali, specie se son Caporal...

Tesaurizzano quei sapori, esaltandoli.

Chacom, Ropp, Courrieau: prodotti di alta qualità e senza compromessi, certo non di grande impatto estetico, ma funzionali e con caratteristiche di fumata uniche ed originale.

L'invito alla prova di una francese risulta agevole anche perchè non sono richiesti mai grandi costi, pur se si tratta sempre di pipe dignitosissime.

Hanno una loro filosofia precisa e questo conferisce loro un'anima, il che è davvero tanto, se capite quel che voglio dire...
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Elogio delle pipe francesi
« Risposta #1 il: 08 Ottobre 2006, 16:45:08 »
Una delle mie prime pipe è stata proprio una chacom canadese di finissaggio matt. Non è bellissima, intendiamoci, ma ha un suo fascino antico. Fuma molto bene.

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Elogio delle pipe francesi
« Risposta #2 il: 08 Ottobre 2006, 17:00:54 »
Potremmo definirle vere "pipe popolari", intendendo con ciò una  dimensione più schiettamente pratica, volutamente di sostanza, senza elitarismi nè fronzoli inutili. Pipe maschie, fatte per lavorare e lavorare bene. Ricordo ancora bene le mie difficoltà con i trinciate d'oltralpe... forse da me più abbordabili se accompagnati da un buon brandy e -5 gradi fuori dalla finestra  :D  

Forse un 1789 che si è tradotto anche nel modo francese di intendere la pipa? Se così, ci vorrebbe anche in Italia.  8)
Saluti

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Elogio delle pipe francesi
« Risposta #3 il: 08 Ottobre 2006, 21:04:49 »
Per quanto mi riguarda, mentre sono entusiasta di una piccola Ropp billiard e di una Jean Lacroix sempre Billiard, non ho lo stesso atteggiamento verso le Butz Choquin che non mi hanno mai soddisfatto pienamente, al punto che ormai praticamente non le fumo più eccetto una di tanto in tanto.

Concordo comunque col giudizio espesso da molti, più esperti di me, sulla maggior "dolcezza" della radica francese.

Buone fumate a tutti.
...e attribuirete alla vostra pipa la strana facoltà di fumarvi

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Elogio delle pipe francesi
« Risposta #4 il: 08 Ottobre 2006, 22:05:20 »
io non la sento tutta questa dolcezza, effettivamente decantata da molti.
Piuttosto mi pare abbiano un carattere rude, il che non toglie che siano buone da subito (al contrario, per esempio, di altre pipe "operaie" come le Peterson o le Stanwell, che invece richiedono un rodaggio lungo prima di raggiungere i buoni livelli di fumata che solitamente garantiscono)
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Re: Elogio delle pipe francesi
« Risposta #5 il: 15 Ottobre 2006, 09:50:43 »
Citazione da: "Cristiano"
No, le pipe nel loro vasto mondo non possono essere ridotte alla classica tricotomia Italia - Regno Unito - Danimarca.



Parole sante.
Francia, Germania e USA...  8)

Direi:

1)UK - Per tradizione, know how e fumabilità
2)Danimarca - per finiture e forme
3)Francia - per tradizione e prezzo
4)Germania - Per forme e finiture
5)USA - per grande sviluppo e scelta. Pipe spesso eclettiche
6)Italia - per compomessi. Non belle come le danish, non fumabili come le inglesi, non economiche come le francesi.
O se volete: Non troppo costose come le danesi, non troppo classiche come le inglesi, non troppo "popolari" come e francesi.  

 :P
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Elogio delle pipe francesi
« Risposta #6 il: 15 Ottobre 2006, 11:51:26 »
Che mi dici di Barbi e Jura? I loro eredi come sono?
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« Risposta #7 il: 15 Ottobre 2006, 14:41:32 »
Citazione da: "Cristiano"
io non la sento tutta questa dolcezza, effettivamente decantata da molti.
Piuttosto mi pare abbiano un carattere rude, il che non toglie che siano buone da subito (al contrario, per esempio, di altre pipe "operaie" come le Peterson o le Stanwell, che invece richiedono un rodaggio lungo prima di raggiungere i buoni livelli di fumata che solitamente garantiscono)


Per quanto ne so io con radica "dolce" si intende proprio dire che la pipa è buona da subito senza bisogno di lungo "rodaggio": è più facile da "farsi".

Per quanto riguarda il gusto, non trovo le francesi più dolci della maggior parte delle italiane che conosco.
...e attribuirete alla vostra pipa la strana facoltà di fumarvi

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Elogio delle pipe francesi
« Risposta #8 il: 15 Ottobre 2006, 15:06:15 »
Stavo riflettendo sul fatto che in termini assoluti mi è difficile stabilire una sorta di graduatoria, anche per le mie scarse conoscenze, perchè credo che la questione sia troppo in funzione dei parametri utilizzati.

Parlando di Francia, ad esempio, trovo che la fascia medio bassa abbia un rapporto qualità/prezzo davvero interessante.
Quando però penso ad una Butz Choquin che all'epoca pagai quasi quanto una Castello, o poco meno di una Dunhill Gr. 2 o 3, mi do dell'idiota per non avere optato per le alternative citate.

Per quanto riguarda la Danimarca, a parte lo splendido design, non riesco a capire quanto questo realmente corrisponda anche ad una qualità di fumata. Le Stanwell, stando sull'abbordabile, sono conosciute come buone pipe, ma non so quanto le scambierei con Savinelli, ad esempio. Voi che ne pensate?

Per l'Italia, si va dalle stelle alle stalle e viceversa, quindi non posso che concordare con Fabio sul fronte dei compromessi, che trovo spesso  accettabili e convenienti.

Per l'Uk, quanto espresso da Fabio per me è ormai un dato di fatto assodato, salvo eccezioni, ovviamente.

Mi piacerebbe conoscere un vostro illuminante parere più in relazione alle fasce di mercato che in termini assoluti.

Buone fumate a tutti
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« Risposta #9 il: 15 Ottobre 2006, 15:56:43 »
Citazione da: "Cristiano"
Che mi dici di Barbi e Jura? I loro eredi come sono?


I freehanders tedeschi hanno(giustamente) preso come modello la scuola danese.
Ne risulta una produzione dove la finitura è migliore di quella dei freehanders italiani.
Se devo seguire i miei canoni estetici sono costretto a dire che non credo che possano raggiungere l'eccellenza danese in fatto di forme freehand...
Penso vi siano delle "limitazioni concettuali" nelle forme. Hanno una loro idea(che magari a loro occhi risulta gradevole, ma che spesso non riesce ad incontrare il mio gusto personale). Riconosco comunque che gran parte della loro produzione è costituit da oggetti di valore.
Ribadisco purtroppo che molti pipemakers tedeschi sono meglio degli italiani in campo freehander.


...comunque "occhio" agli americani... :wink:
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« Risposta #10 il: 16 Ottobre 2006, 07:42:20 »
Citazione da: "RHODESIAN"

Per quanto riguarda la Danimarca, a parte lo splendido design, non riesco a capire quanto questo realmente corrisponda anche ad una qualità di fumata. Le Stanwell, stando sull'abbordabile, sono conosciute come buone pipe, ma non so quanto le scambierei con Savinelli, ad esempio. Voi che ne pensate?


Bella domanda. Io ho sia Stanwell sia Savinelli e, se proprio dovessi fare una graduatoria, non saprei veramente chi mettere al primo posto, probabilmente Savinelli. Ma la mia esperienza è troppo limitata per essere rilevante. Una cosa però si nota subito: le Savinelli sono ottime pipe, tutte indistintamente. Dalle Oscar alle Punto Oro, dalle Elegance alle Soirèe.  Chi afferma il contrario è in malafede.
Saluti

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« Risposta #11 il: 16 Ottobre 2006, 07:55:46 »
Io, malmostoso, affermo il contrario e mi chiedo, viste le pipe che normalmente fumi, come puoi fare queste affermazioni? Mi toccherà riaffilare lo spiedo  :lol:

Personalmente, preferisco le Stanwell, per resa, carattere, instancabilità.
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« Risposta #12 il: 16 Ottobre 2006, 09:28:35 »
Citazione da: "Cristiano"
Io, malmostoso, affermo il contrario e mi chiedo, viste le pipe che normalmente fumi, come puoi fare queste affermazioni? Mi toccherà riaffilare lo spiedo  :lol:

Personalmente, preferisco le Stanwell, per resa, carattere, instancabilità.


Lo dicevo io che il confronto era difficile  :wink:
Saluti

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« Risposta #13 il: 16 Ottobre 2006, 10:19:57 »
Citazione da: "Cristiano"

Personalmente, preferisco le Stanwell, per resa, carattere, instancabilità.


Indipendentemente dalla fascia di prezzo?
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« Risposta #14 il: 16 Ottobre 2006, 10:32:37 »
Secondo me sono due "porti sicuri". Non è facile dire, in assoluto, quale sia la scelta migliore a parità di prezzo.
Certo è che la produzione Savinelli si sviluppa di più in senso verticale. Perciò il confronto è possibile solamente fino ad un certo livello di prezzo.
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