Autore Topic: Accensione  (Letto 2728 volte)

Offline samael

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Accensione
« il: 06 Ottobre 2009, 15:16:35 »
ACCENSIONE

Con un fiammifero possibilmente di legno, devi accendere tutta la superficie del tabacco tirando abbastanza a fondo. Con il curapipe avrai poi cura di pareggiare il tabacco che si é sollevato. A questo punto probabilmente la pipa si spengerà. Riaccendila e, se tutto é stato fatto secondo le regole (l’esperizna in questo caso é fondamentale), la fumata dovrebbe procedere senza problemi fino alla fine. Perché ciò avvenga é anche necessario trovare il “ritmo” delle tirate. La pipa, tranne che nella fase dell’accensione, non deve produrre molto fumo.
È sufficiente tenerla in vita aspirando piccole boccate ad intervalli regolari. Questo é possibile se gli strati del tabacco sono stati disposti nel fornello nella maniera ottimale, senza cioé pressioni errate.
Nel corso di ogni fumata devi avere sempre a portata di mano il curapipe con il quale presserai con regolarità la cenere rimasta sollevata, ricongiungendola al piano di fuoco. Questo faciliterà il mantenimento della combustione. Con ciò, non é detto che la pipa rimanga accesa fino al termine. È probabile che verso la metà o sul finire della fumata debba essere riaccesa. Mentre a metà fumata eventuali riaccensioni non creano problemi, devi fare molta attenzione quando ciò accade nei momenti finali. Quindi, prima di accingerti a compiere tale operazione, devi verificare che ci sia ancora tabacco. Nel caso vi fosse rimasta solo cenere, una riaccensione in queste condizioni può provocare, specialmente in una pipa nuova, bruciature al fornello.
Nessuna preparazione deve essere fatta a una pipa nuova. Così, per esempio, riempire il fornello di alcoolici allo scopo di evitare cattivi sapori, é sconsigliabile.
Molte pipe hanno una preparazione fatta dalla casa produttrice e l’immissione di liquidi od altro potrebbe disfare tale trattamento. Altri sistemi, pur essendo naturali (meglio) falserebbero comunque il gusto iniziale della radica che, se é stata bollita a lungo e stagionata naturalmente, non ha bisogno di alcun correttivo.
La tradizione di riempire il fornello con alcoolici é cosa vecchissima, nata allo scopo di eliminare i cattivi sapori iniziali dovuti alla alta percentuale di tannino rimasta nel legno, probabilmente in seguito ad una bollitura troppo breve. Ritengo che oggi, se il fabbricante é serio, non ci sia bisogno di ricorrere a tali artifizi. La radica viene bollita così lungamente da espellere la quasi totalità del tannino, causa primaria dei cattivi sapori.
Inoltre, la stagionatura, se effettuata nei tempi e modi necessari, fa il resto. Penso che una pipa, fin dalle pime fumate, mostri le proprie credenziali. Se all’inizio risulta cattiva al sapore potrà in seguito migliorare ma raramente diventerà una buona pipa.

Pubblicato per gentile concessione di Alessandro Corsellini. Tutti i diritti riservati all’autore.