Autore Topic: Il fumatore di pipa  (Letto 142267 volte)

Offline StefanoG

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Re:Il fumatore di pipa
« Risposta #450 il: 24 Settembre 2015, 10:30:02 »
Antonio Manzini (Roma, 7 agosto 1964) è un attore, sceneggiatore, regista e scrittore italiano.

Biografia :
Antonio Manzini (Roma, 7 agosto 1964), ha alle spalle un solido passato di attore, regista e sceneggiatore, sia per la tv che per il grande schermo. Tra i film a cui ha preso parte, vanno ricordati “Come Dio comanda” e “Il siero della vanità”.
Ha cominciato a farsi strada nel mondo letterario con i romanzi “Sangue marcio” e “La giostra dei criceti”. Il successo è arrivato però con la serie che vede protagonista Rocco Schiavone.
“Pista nera” (Sellerio, 2013) è il capostipite della serie, : il romanzo con cui il vicequestore di Trastevere trapiantato in Valle d’Aosta è entrato nel cuore di migliaia di lettori. A questo libro hanno fatto seguito “La costola di Adamo” (2014) e “Non è stagione” (2015). Del ciclo di Schiavone fanno parte anche i racconti presenti nelle antologie poliziesche “Capodanno in giallo”, “Ferragosto in giallo” e “Regalo di Natale”, pubblicate da Sellerio.

Offline StefanoG

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Re:Il fumatore di pipa
« Risposta #451 il: 04 Novembre 2016, 15:08:32 »
ENRICO CATTANEO  ( 1933 - 2016 )

"Ecco, quello che c'è di seguito, è solo un piccolo spunto che in qualche modo, illustra il personaggio che da poco è
venuto a meno e, che, qui lo ricordiamo in breve e ricordiamo che oltre al grande artista che fu, egli fu anche fumatore di sigarette ed anche e soprattutto grande fumatore di pipa."

La casa-studio di Enrico Cattaneo, a ridosso di piazza della Repubblica a Milano, a due passi dal nuovo quartiere di Porta Nuova, è un grande appartamento pieno di stampe, quadri, oggetti, carte, opere, ovviamente fotografie attraverso i quali è possibile ricostruire una lunga vita nella fotografia e, nell’arte. Nella camera oscura, una zona è dedicata all’archivio, tutto analogico, dove sono custoditi negativi e provini. La matematica è la grande passione di questo artista classe 1933: dopo studi scientifici, a partire dalla metà degli Anni Cinquanta Enrico Cattaneo ha iniziato a dedicarsi alla fotografia, al reportage, alla ricerca, per poi entrare in contatto con l’arte e farla divenire una professione, si potrebbe ben dire che, Cattaneo è l'ultimo grande artista-fotografo Milanese del primo dopoguerra. A partire dal 1957 ha iniziato a fotografare le periferie della città, Milano. Gli interessavano in particolare le zone a nord, che allora erano in piena evoluzione. Appena sposato, all’inizio degli Anni Sessanta, andò  ad abitare in zona Sempione, là, in via Procaccini, c’era una trattoria, Da Forlé, che frequentava e che era frequentata anche dall’amico editore Sergio Tosi, dai giovani del Realismo esistenziale, da Sandro Luporini, da Giorgio Gaber. In quel momento gli interessava scattare nei palazzi di corso Garibaldi, una zona centrale ma popolare, ancora disastrata dai danni bellici. Tuttavia, quando cercava di entrare nei palazzi, i portinai, come dei cerberi, lo fermavano..., a un certo punto ha scoperto che un gruppo di pittori che frequentava in trattoria aveva lo studio proprio in quella strada, al numero 89: Banchieri, Ferroni, Bodini, Broggini, Cassani, così, con la scusa di andarli a trovare riuscì a intrufolarsi nel palazzo e a fare foto delle case di ringhiera. Cattaneo si sentiva particolarmente vicino a quegli artisti e loro si sentivano vicini a lui, condividevano la medesima visione artistica della realtà, facevano dei quadri partendo proprio dalle fotografie di Cattaneo fonti d'ispirazione o, atti primogeniti assoluti di una certa visione nell'arte della realtà. A poco a poco hanno cominciato a chiedere di fotografare i loro quadri e così, casualmente, la vita ha preso un nuovo corso, Cattaneo divenne artista e professionista della macchina fotografica.
Ecco, questo è solo un piccolo spunto che in qualche modo, illustra il personaggio che da poco è venuto a meno,
e che, qui lo ricordiamo in breve e ricordiamo che oltre al grande artista che fu, egli fu anche fumatore di sigarette ed anche e soprattutto grande fumatore di pipa.




Offline Bartleby

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Re:Il fumatore di pipa
« Risposta #452 il: 05 Ottobre 2017, 19:09:30 »
Interrompo brevemente la carrellata di personaggi più o meno celebri però mi ha fatto un certo effetto, dopo otto anni, rileggermi in questa discussione (a pagina 2).
Rispetto a quell’intervento fondamentalmente non ho cambiato opinione tuttavia, nei gusti e modi d’uso (di tabacchi e pipe) mi sono - da solo - contraddetto talmente tante volte nel corso degli anni che sono seguiti che oggi scriverei su qualsiasi argomento inerente il “magico mondo” con molta più cautela.
Pur rimanendo fermo nel mio intendere il piacere della pipa come un piacere sostanzialmente anarchico e vedere in ogni fumatore di pipa una eccezione forse ho maturato - rispetto ad allora - in più una tolleranza vera, profonda, verso tutti i più disparati usi e costumi.
Se è vero che ancora oggi mi infastidiscono certi toni e certi atteggiamenti social “da branco” nelle discussioni (quasi impossibile per me frequentare FB, ad esempio) è altrettanto vero che mi infastidiscono solamente quelli e non i contenuti esperenziali che si vogliono far arrivare.
Sulle prime, dentro di me, mi dico che è un po’ come se avessi perso le unghie, il mordente e la voglia di affermare le mie ragioni rispetto a prima.
Poi però mi rendo conto che, a differenza di quell’epoca, semplicemente non sento più la necessità di giustificare-spiegare-difendere le mie scelte piparie davanti a nessuno e che, tutto sommato, la mia vita come fumatore di pipa è troppo breve per passare il tempo fumando i tabacchi e le pipe che piacciono agli altri.
Ecco, allora, forse integrerei quel mio intervento aggiungendo semplicemente che il fumatore di pipa “consapevole” (scusate la parolaccia) è quello che è riuscito, o quantomeno tende, a superarsi all’interno dei suoi stessi stereotipi e preconcetti, pur mantenendo - senza ansia alcuna - quella sua univoca identità che è andata consolidandosi nel medio-lungo periodo.
Preferirei di no.

Offline Cristiano

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Re:Il fumatore di pipa
« Risposta #453 il: 05 Ottobre 2017, 22:19:38 »
Posso dire cose simili di me. Molto più aperto di prima
"Bohhh tieniti le tue adorate dunhill e pipe da snobe i tuoi tabacchi da bancarella del mercato" Cit. toscano f.e.

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Re:Il fumatore di pipa
« Risposta #454 il: 05 Ottobre 2017, 22:22:27 »
Comunque questo topic è bellissimo
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Offline samael

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Re:Il fumatore di pipa
« Risposta #455 il: 06 Ottobre 2017, 00:49:53 »
Davvero, e sottoscrivo tutto l’ultimo intervento di Ramon (stavo per citarne alcuni brani ma faccio prima a farlo tutto mio)

Offline enrikon

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Re:Il fumatore di pipa
« Risposta #456 il: 06 Ottobre 2017, 03:44:40 »
Io sottoscrivo anche il primo, quello di pagina 2, che non conoscevo, come non conoscevo questo thread.
Adesso torno a pagina 3 e cerco di leggermelo tutto.

Offline Nic Salamandra

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Re:Il fumatore di pipa
« Risposta #457 il: 06 Ottobre 2017, 08:32:32 »
Mah c' è il fumatore centellinatore di sofisticati petarelli gassosi e il Cacciatore che apprezza la modella ma poi si eccita con la cassiera, che problema c'è. C'è il piacere di scontrarsi per le idee, da giovani e meno giovani, apprezzo le unghie più curate e la posatezza, ma sono proprio i conetuti della c.d. Capiscitoria ad essere la bancarotta del sapere pipario.

In primis la trita confusione tra "chimica" e manifattura, l'inversione speculare tra civiltà manifatturiere e filiere rurali, la delegittimazione arrogante addirittura e l'ignoranza oltretutto della benedizione di poter riflettere e integrare su queste fonti, per operare da noi stessi un nostro tesoro quotidiano.

Non basta poi sapere ammettere descrivere che ci sono tradizioni venerande e importanti prodotti (oltretutto a rischio con questo adulante sapere rovesciato), no bisogna sfottere stracciare delegittimare. La meraviglia d'un Amphora Verde va oltre ogni brochure: davvero lì una oncezione millenaria è confluita nell'astrazione sapiente di scaltri coloni-importatori moderni. Per me, chi non gli tremano le mani aprendo un Amphora Verde non ha nella cultura del tabacco da Pipa il suo specifico, ma ho sempre detto che non serve. Se poi sfotte non capisce che significa per il gusto il portafoglio e la vita metterci un Saint Claude (o altre cose simili) sarebbe meglio disinnescarlo, perché se queste cose hanno stimolato dibattitti e fatto ridere abbastanza, ora direi basta perché lasciare che il nostro mondo sia "rappresentato" da queste voci non è concepibile.

Da ultra cinquantacinquenne mezzo paternalista con i quarantenni, dico... posati sì, coscienti ottimo; un po' più avveduti e reattivi su queste robe, meglio.... :)
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Offline Cristiano

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Re:Il fumatore di pipa
« Risposta #458 il: 06 Ottobre 2017, 09:45:45 »
La Capiscitoria non comprenderà mai la magnificenza dell'Amphora Verde, che guarda con aria schifiltosa solo perchè si chiama Amphora. Fosse marcato Kendal lo osannerebbe.
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Offline Bartleby

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Re:Il fumatore di pipa
« Risposta #459 il: 06 Ottobre 2017, 11:00:58 »
Caro Nic, dato che esprimi un concetto che sta all’opposto di quanto volevo dire con il post precedente personalmente - per coerenza - mi dissocerei dalla tua proposta di voler “disinnescare” qualsiasi altro fumatore di pipa per il solo fatto che i suoi scritti non mi rappresentano o non mi corrispondono.

Per quanto la tua storica presenza sui forum ed il burocratichese borpiano a cui hai costretto chi ti legge renda il concetto che esprimi sicuramente più morbido e complesso rimane il fatto che, per molti, non tutte le strade - e non tutti i thread - portano all’Amphora (Rosso falce&martello di solito, già Nero-da-mischio, oggi Verde-evergreen, nei secoli dei secoli a venire Giallo+qualche-cosa).

Non negavo, o sminuivo, ne il piacere ne l’utilità dell’incontro-scontro delle idee ma, casomai, relativizzavo l’importanza - per il solo sottoscritto - di oggettivizzare e difendere in pubblica seduta i miei chiodi fissi considerandomi una mutevole eccezione in un mondo di eccezioni altrettanto mutevoli, quantomeno nel lungo periodo. Non lo potrei più fare perché non potrei spiegare i miei (silenziosi o meno) periodi a solo Clan ovunque e comunque, a soli MacBaren, a soli Gawith, a sole Dunhill, a sole Castello, a sole billiard e via discorrendo.

Di me come fumatore so, come unica certezza, che nella pipa e nei suoi tabacchi ricerco e (ancora!) trovo un concentrato di piaceri materici e sensoriali che l’amico Daniele (qui Birdeye) paragonò, con il gusto dissacratorio che l’ha sempre contraddistinto, ad un clistere domenicale. Li per li ci rimasi quasi male ma, in fondo, in quella sua sintesi alla bolognese c’era molta più cul-tura sul lentofumo domestico che in qualsiasi altra piattaforma programmatica sul “magico mondo” mai letta, comprese quelle da me stesso idealizzate.
Preferirei di no.

Offline Nic Salamandra

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Re:Il fumatore di pipa
« Risposta #460 il: 06 Ottobre 2017, 11:18:33 »
Hai ragione qui sono stato "criptico" nel senso che ho data scontata una cosa più volte detta: si disinnesca con sopravvivenze  fertili ed alternative e mi riferivo a oppositori  simbolici (uso: finche altro esiste e lo rappresentiamo, il disinnescaggio è già attivo. Questo è il mio pensiero conclamato).

Pel resto penso di connettermi molto bene, dialetticamente intendo, a quanto dici o almeno una parte: dici in sostanza che i modi infastidiscono ma non i contenuti. Secondo me, invece, è il replicaggio infinito di quei contenuti lì, il problema. Coi modi che si aggiungono, poi, saremmo al completo.

Ho apprezzato molto tutto, sia quanto approvo che quanto appena meno ;)

P.s.: certo non tutte le strade portano da una sola parte, anzi... ok anche questo, ci mancherebbe
« Ultima modifica: 06 Ottobre 2017, 11:22:04 da Nic Salamandra »
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Offline Nic Salamandra

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Re:Il fumatore di pipa
« Risposta #461 il: 06 Ottobre 2017, 11:42:20 »
Ah circa l'Amphora Giallo io direi che io Cristiano siamo troppo tenuti... quando una cosa è buona e ha una sua personalità specifica, non è seconda a nulla, perché quei caratteri speicifici riempiono desideri ed utilità specifiche, costi esclusi. Facile sentir dire "se voglio un buon Virginia tanto vale spendere..." un discorso di totale non-senso perché è esperienza comunissima (il che non vuol dire di tutti ovviamente) che un tabacco ti tira dal tavolo come una Piapa dalla rastrelliera per affinità e necessità d'un singolo momento. La riduzione a "quello che sta sopra" di una risorsa, è un pensiero molto in voga in cui poca cognizione e molta prosopopea si fondono in maniera specialissima.... specifico per tranquillità che parlo sempre di posizioni e non individui... :).  Poi anche cose cattive tirano (la critica distingue e non è mai neutra), ma quando tirano essendo buone sono cmnq al top. Poi si può non concordare che sia buona. Se il giudizio è un giudizio va benissimo. Quando odora di "specismo" come la bassa politica viscerale reazionaria (per analogia), mi permetto di prendere qualche distanza. ;D
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Offline Cristiano

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Re:Il fumatore di pipa
« Risposta #462 il: 06 Ottobre 2017, 12:03:08 »
Il Giallo ha dalla propria qualità dei materiali, concezione, prezzo. Lo avessero messo in tin e chiamato, che so, Capstan argento, tutti si sarebbero inchinati.
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Re:Il fumatore di pipa
« Risposta #463 il: 06 Ottobre 2017, 12:13:06 »
Il Giallo ha dalla propria qualità dei materiali, concezione, prezzo. Lo avessero messo in tin e chiamato, che so, Capstan argento, tutti si sarebbero inchinati.

"ah, il Capstan argento, una delizia sottovalutata"

Offline StefanoG

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Re:Il fumatore di pipa
« Risposta #464 il: 06 Ottobre 2017, 13:00:26 »
Ramon ha scritto :
"...allora, forse integrerei quel mio intervento aggiungendo semplicemente che il fumatore di pipa “consapevole” (scusate la parolaccia) è quello che è riuscito, o quantomeno tende, a superarsi all’interno dei suoi stessi stereotipi e preconcetti, pur mantenendo - senza ansia alcuna - quella sua univoca identità che è andata consolidandosi nel medio-lungo periodo."

Plaudo Ramon, condivido questo pensiero in pieno, grazie per aver saputo prima pensarlo così nitidamente e, poi, riportarlo in modo scritto in modo altrettanto netto, nitido.

Altrettanto vero, trovo che sia il pensiero di Cristiano riguardo il Giallo di casa Amphora già, Capstan Argento.